Wimbledon o Mondiali, questo è il problema

Per la prima volta nella storia, salvo grandi sorprese, le finali di Wimbledon e dei Mondiali si giocheranno contemporaneamente. Cosa guardare?

Domenica 15 luglio alle ore 17.00 italiane, come molti ben sapranno, si terrà l’evento calcistico più importante in assoluto, quello che gli appassionati aspettano per quattro lunghi anni ma che riesce ad attirare l’attenzione anche di chi non segue particolarmente il calcio: la finale dei Mondiali. Neanche due ore prima, però, inizierà quella che, per storia, tradizione ed importanza, viene ritenuta da molti come la partita più importante nel mondo del tennis, quasi l’equivalente tennistico dell’ultimo atto della Coppa del Mondo calcistica, ossia la finale di Wimbledon.

Numeri alla mano, dunque, si capisce ben presto dove sia l’inghippo: salvo una finale lampo in quel di Church Road, per la prima volta nella storia i due eventi di punta di questi due sport si giocheranno – almeno in parte – contemporaneamente. Non che questa simultaneità solo parziale ridimensioni il problema per chi sia indeciso su cosa vedere, anzi: se la finale di Wimbledon dovesse essere anche solo un po’ combattuta, è possibile (se non probabile) che le fasi più importanti del match avranno luogo proprio nei minuti di concomitanza con la finale dei Mondiali, rendendo la scelta ancora più difficile, in particolare per coloro che non riescono a vedere con particolare trasporto le partite in differita o conoscendone già il risultato, cosa quasi inevitabile con i mezzi social e di messaggistica odierni.

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Una prospettiva che merita di essere approfondita è quella dell’Inghilterra.

Anzitutto perché in Inghilterra Wimbledon è un’istituzione, un vanto da poter sfoggiare (giustamente) al mondo intero. Eppure una scelta sembra essere già stata fatta: la BBC, emittente che detiene i diritti televisivi sia di Wimbledon che dei Mondiali, per la prima volta ha dirottato sul canale BBC Two il torneo londinese proprio per poter trasmettere la finale dei Mondiali di calcio.

Il motivo è nel maggior numero di spettatori che l’evento calcistico può garantire, elemento questo che poi sta alla base della concomitanza di cui stiamo discorrendo: gli organizzatori del Mondiale non hanno voluto rinunciare all’orario che garantisce loro uno share maggiore, mentre in quel di Church Road l’orario non è stato cambiato in ossequio alle immutabili tradizioni e sacralità alle quali nessuno (ripeto, nessuno) può venir meno; se la finale, quindi, si è sempre giocata alle 2 p.m. (le 15 italiane) non sarà una partita di calcio a scombussolare la tradizione. Quindi, sebbene questo dirottamento televisivo possa essere visto come un atto di lesa maestà, Wimbledon deve soccombere al Dio Share.

Un Dio che potrebbe essere estremamente severo nei confronti del torneo di tennis più famoso al mondo, soprattutto se l’Inghilterra dovesse raggiungere la finale dei Mondiali, per cercare il suo secondo titolo nella competizione. Le possibilità ad oggi che ciò accada sono alte: mentre questo articolo viene scritto, le truppe della Regina hanno conquistato le semifinali e si giocheranno la semifinale contro la validissima nazionale croata; un confronto nel quale partono comunque favoriti, sia per un valore tecnico leggermente superiore che per maggiore freschezza, avendo i croati disputato due partite di fila andate ai supplementari e decise solamente dai calci di rigore.

Il tutto in un clima di euforia generale che va avanti dall’inizio della competizione, con gli inglesi che, riprendendo la canzone dei Lightning Seeds per Euro 1996 (tenutosi proprio in Inghilterra), sono sicuri di una cosa: “it’s coming home”, il calcio sta tornando a casa, lì dove è stato inventato ma dove la Coppa del Mondo è sbarcata solo una volta, più di mezzo secolo fa, nel 1966. Un motivetto questo ripetuto fino allo sfinimento e che, in caso di mancata vittoria, porterebbe a diverse prese in giro nei confronti degli uomini al servizio della Regina. In questo clima, dunque, è ben difficile che con l’Inghilterra in finale qualcuno possa pensare di preferire Wimbledon ad una finale che manca da troppo tempo.

Tornando negli italici confini, dove sicuramente c’è meno trasporto emotivo per i Mondiali in corso, cosa scegliere di guardare nel momento in cui probabilmente scatterà questa odiosa concomitanza? Ecco alcuni validi motivi per seguire l’uno o l’altro evento.

Perché guardare la finale di Wimbledon?

  • Perché potrebbe esserci un nuovo Federer-Nadal: in un momento storico in cui manca un ricambio generazionale nel mondo del tennis, il meglio che questo sport possa offrire è ancora uno scontro fra i due fuoriclasse che stanno segnando un’epoca (un’epoca molto lunga, ormai vicina ad un’era geologica). A distanza di un anno e mezzo da quello che sembrava il capitolo conclusivo della loro rivalità, ma che invece ha segnato l’inizio di un’ulteriore fase della loro rivalità (l’ultima, salvo che i due non rivelino ufficialmente la loro natura aliena), ma soprattutto nel decimo anniversario della loro più celebre e forse emozionante finale (tecnicamente, personalmente, ritengo ne abbiano giocate di migliori), in tantissimi sperano di rivedere una finale Federer-Nadal.

  • Perché in finale non gioca l’Italia, quindi perché veder trionfare un’altra squadra, magari neanche troppo simpatica (magari al di là delle Alpi), come dei rosiconi (cit. il mio aulico Ministro dell’Interno) qualunque?
  • Perché a me il calcio fa schifo, non lo vedo, non lo seguo, non sopporto che sui social si parli solo di quello e per me tutti i tifosi sono una mandria di zotici ignoranti. Può bastare?
  • Perché non ce la faccio ad aspettare un altro anno per vedere la finale di Wimbledon.
  • Perché se veramente arrivassero Federer e Nadal in finale, potrebbe essere l’ultima finale fra i due (motivazione questa che potrebbe essere tranquillamente etichettata come pubblicità ingannevole: è dal 2009 che si parla della fine della loro rivalità, di ritiro di uno dei due, eppure sono ancora qui; prima o poi, però, ci indovineranno, quindi prendiamo la motivazione per buona).
  • Perché potrei assistere alla vittoria di un inedito campione Slam (anche questa facilmente tacciabile di pubblicità ingannevole).
  • Perché ho comprato il biglietto per la finale un anno fa (è bastato ipotecare la mia casa per farlo), chi ci pensava che poteva capitare in concomitanza con la finale dei Mondiali?

Perché guardare la finale dei Mondiali?

  • Perché non ce la faccio ad aspettare quattro anni per rivedere una finale dei Mondiali (non so neanche se ci arrivo!).
  • Perché potrei assistere alla prima storica vittoria di una Nazione: per quanto la finale più probabile sia Francia-Inghilterra, Belgio e Croazia sono due squadre di livello che non mi stupirei di vedere in finale, magari centrando il loro primo titolo Mondiale.
  • Perché la finale potrebbe non essere Federer-Nadal: nonostante, anche qui, sia la finale sulla carta più probabile, non sono escluse sorprese. Occhio soprattutto a Djokovic, che sembra stia ben continuando il suo percorso di “ritorno alle origini”, Del Potro e magari all’ostico Kevin Anderson (ipotesi estremamente difficile ma da non escludere).
  • Perché la Francia mi sta sul cazzo e la voglio gufare, scusate il francesismo.
  • Perché voglio vedere gli inglesi andare a casa cantando “we’re coming home”. Senza coppa però.
  • Perché non ho Sky, quindi posso vedere solamente i Mondiali.
  • Perché chi cazzo lo vede il tennis, io neanche ho mai capito le regole.

Alle fine probabilmente la scelta dipenderà soprattutto dall’andamento delle due manifestazioni sportive, prediligendo quella più avvincente. C’è comunque ancora un po’ di tempo per valutare al meglio cosa scegliere di vedere, dunque buona scelta!

Laureato in Giurisprudenza ed iscritto all’ordine dei pubblicisti. Per deformazione professionale seguo qualunque fatto d’attualità. Non sono malato di sport, mi limito a scandire i periodi dell’anno in base agli eventi sportivi. Ogni tanto provo a fare il nerd, con risultati alterni.
Potete contattarmi scrivendo una mail: l.picardi@inchiostrovirtuale.it

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