Vespa: da mezzo di trasporto a mito intramontabile

Era il 1999 ed un “quasi” esordiente Cesare Cremonini, accompagnato dal neonato gruppo Lùnapop, cantava:

Esco di fretta dalla mia stanza
a marce ingranate dalla prima alla quarta
devo fare in fretta devo andare a una festa
fammi fare un giro prima sulla mia Vespa
dammi una Special l’estate che avanza
dammi una Vespa e ti porto in vacanza!

Sto parlando di “50 Special“, un singolo che approda al primo posto della classifica dei più venduti in Italia, restandoci per 5 settimane, e guadagnandosi il disco di platino. Sono sicura che l’avete letta cantando, così come ogni qualvolta vedete circolare una Vespa, di qualsiasi modello si tratti, non potete non pensare a Vacanze Romane, film del 1953 diretto da William Wyler, interpretato da Gregory Peck e Audrey Hepburn.

Perché la Vespa è così eccezionale?

Semplicemente, io credo, rappresenta uno dei punti di forza dell’orgoglio italiano, come la Fiat 500 o la Ferrari, per restare in tema motori. E perché si tratta di un prodotto davvero ed eccezionalmente innovativo. Una cosiddetta “punta di diamante“.

Pensate che la Vespa è stata esposta nei musei di design, arte moderna, trasporti, scienza e tecnica di tutto il mondo. Fa parte inoltre della collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano e del MoMA di New York.

Corradino D'Ascanio e la Vespa

Corradino D’Ascanio (secondo da sx) e la Vespa

La progettazione della Vespa, prodotto che serviva alla Piaggio per uscire dal periodo “nero” del dopoguerra, fu affidata ad un ingegnere aeronautico, Corradino D’Ascanio, ideatore di alcuni modelli sperimentali di elicotteri e uomo che “detestava le motociclette“. La sua mente era totalmente sgombera da ogni concetto costruttivo riguardante una moto, quindi era l’uomo giusto per fare “la cosa giusta“, ossia inventare qualcosa di completamente nuovo.

Scelte innovative
vespa brevetto

Il disegno del brevetto

L’ingegner D’Ascanio detestava dover scavalcare una moto per sedercisi sopra, così sfruttò le sue conoscenze di progettista aeronautico per inventare la prima moto a scocca portante, priva di struttura tubolare in acciaio e, grazie a questo, priva di tunnel centrale. Adottò, inoltre, una sospensione anteriore ispirata a quella dei carrelli per aerei e creò un motore con l’accensione di tipo aeronautico.

Il cambio fu spostato sul manubrio, molto più pratico da usare, e il motore venne coperto con il telaio per rimediare alle frequenti perdite d’olio che macchiavano i pantaloni. Considerando poi che la maggior parte delle strade dell’epoca erano in sterrato, e i motociclisti erano costretti a rimediare alle frequenti forature con toppe, venne aggiunta anche una ruota di scorta.

La posizione di guida fu modellata attorno al disegno di un uomo comodamente seduto su una poltrona, affinché la guida prolungata risultasse meno affaticante possibile.

Con l’aiuto di Mario D’Este, suo disegnatore di fiducia, Corradino D’Ascanio mise a punto in pochi giorni il prototipo, che presentava diverse novità: telaio con struttura portante in lamiera, forcella monobraccio anteriore, motore di 98 cc. a due tempi a raffreddamento forzato, trasmissione ad ingranaggio e ruote intercambiabili.

Vespa, oltre 70 anni e non sentirli

Vespa vintageLa prima Vespa in assoluto, la “Paperino”, vide la luce nel 1945. Presentava diversi problemi, tanto che il progetto venne subito accantonato in favore di quello del D’Ascanio. Questo nuovo, funzionale ed innovativo mezzo di trasporto, chiamato Vespa 98 (dalla cilindrata del motore), venne brevettato il 23 aprile di quell’anno, ma già un mese prima, il 29 marzo 1946, venne presentato al pubblico per la prima volta a Roma, nel locale Golf Club. Di fatto si trattò di una presentazione in anteprima rispetto a quella poi prodotta alla Fiera di Milano nell’aprile 1946.

La Vespa 98 presentava delle ruote 3,50-8” e cambio a tre velocità. Lo stemma fu stampato in rilievo con un nuovo logo, che rimpiazzò quello precedente dei veicoli Piaggio.

Vespa vintageNei giorni successivi partirono le storiche campagne pubblicitarie nelle principali città italiane e sui quotidiani, trasformando lo scooter in un’icona del boom economico. I primi esemplari vennero venduti attraverso un piccolo network di commercianti, con prezzi variabili dalle 55.000 Lire del modello base alle 66.000 Lire del modello deluxe.

Nel 1946 iniziò anche la produzione di massa nello stabilimento di Pontedera e da allora, in 72 anni di attività, la Piaggio ha realizzato oltre 90 modelli, tutti con caratteristiche base della serie Vespa.

Altri modelli di punta

Presentato con il modello 1955, la GS 150, diventa lo scooter fuoriserie della Piaggio, con un motore da 150 cc. Ha un cambio a 4 velocità, ruota da 3,50-10”, raggiunge i 100 Km/h, e presenta un’accelerazione estremamente brillante per quei tempi.

La Vespa 50 del 1963, il popolare “Vespino” lanciato con l’intento di attrarre un’audience più estesa dopo l’avvento del nuovo codice della strada, motorizza intere generazioni con lo slogan “senza targa e senza patente”. La sua caratteristica è un telaio intero, in un solo pezzo, con ruote 2,75-9”.

Vespa "senza targa e senza patente"

Vespa “senza targa e senza patente”

Divenne molto popolare fra i giovani motociclisti che la consideravano comoda e bella da un punto di vista estetico. Poteva essere guidata senza patente dai 14 anni senza il bisogno di esporre una targa. Fu l’ultimo modello progettato da Corradino D’Ascanio e la 50cc divenne un vero e proprio marchio di fabbrica: dal 1964 a oggi ne sono state prodotte oltre 3 milioni.

Nel 1966, nasce la Vespa 90, modello sportivo con telaio stretto, tipo 50/90, da 88 cc., 4 marce e ruote 3,00-10”. La particolarità sta nelle prestazioni, grazie ad una marmitta tipo espansione, un disegno aerodinamico dello scudo anteriore, manubrio, parafango e, quasi unico tra gli scooter, ruota di scorta e falso serbatoio centrali, che in realtà è un bauletto, per poter posizionare le gambe come su una moto. La 90 SS, come la Vespa 50, è uno dei modelli più apprezzati in assoluto ed è un vero oggetto da collezione.

Made in Italy e comunicazione

Vespa conseguì un successo immediato sia sui mezzi di comunicazione che tra il pubblico, suscitando sorpresa, ma anche scetticismi. Il suo design accattivante ha scatenato i pubblicitari che, nel corso degli anni, hanno promosso il mezzo con manifesti che potremmo definire opere d’arte.

Si tratta di uno dei prodotti di disegno industriale più famosi al mondo, nonché più volte utilizzato come simbolo di design, lusso, tecnologia e stile italiano in una due ruote. Non solo. Questo motociclo ha cambiato la mobilità mondiale. Venduta in milioni di esemplari in tutto il Pianeta, la Vespa è sinonimo di libertà, di movimento, di economia, di versatilità.


Conoscete il binomio donne/motori? Leggete questo articolo: vi sorprenderà!


Vi lascio con il link al sito ufficiale della Vespa, dove troverete sicuramente altre chicche interessanti su questa fantastica icona tutta Made in Italy!

Io vi aspetto alla prossima!
Annalisa A.

Ma quanto è bello andare in giro
con le ali sotto i piedi
se hai una Vespa Special che
ti toglie i problemi…

Giunta qui sicuramente da un mondo parallelo e da un universo temporale alternativo, in questa vita riparo pc e smartphone e mi occupo di grafica pubblicitaria e comunicazione (che vuol dire tutto e niente). Sono una grammar nazi con la sindrome della maestrina, probabilmente in un’altra vita ero una signorina Rottermeier. Lettrice compulsiva, mi piace mangiare bene, sono appassionata di manga, anime e serie TV e colleziono Lego.
In rete mi identifico col nick Lunedì, perché so essere pesante come il lunedì mattina, ma anche ottimista come il “primo giorno di luce”.
In Inchiostro Virtuale vi porto a spasso, scrivendo, nel mio modo un po’ irriverente, di viaggi geografici, storici, virtuali…
Sono inoltre co-fondatrice, insieme a Jessica e Virginia, nonché responsabile della parte tecnica e grafica del blog.
Mi potete contattare direttamente scrivendo: a.ardesi@inchiostrovirtuale.it

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