Tutti a scuola: ripasso generale tra arte e letteratura

La fine dell’estate è ormai alle porte e alle porte vi è anche un inizio: quello della scuola.

Ricordo bene quelle estati passate in spensieratezza e terminate con sonore sbuffate, all’idea di tornare a studiare. In fondo, è una prerogativa di tutti i ragazzi quella di “odiare” la scuola, certi che mai proveranno nostalgia di essa; ma chi l’adolescenza l’ha superata da un pezzo sa bene che non è così. Ammettiamolo, ci torneremmo volentieri tra i banchi di scuola con i compagni del cuore, dove l’unico pensiero a tormentarci era l’interrogazione d’Italiano (o matematica nel mio caso)!

Spinta da questa inspiegabile e quanto mai forte malinconia per quei bei tempi andati, in questo nostro appuntamento artistico faremo una sorta di ripasso, da Dante a Manzoni, passando per Leopardi. Tutti pronti? Partiamo!


Dante Alighieri (1265-1321)

Non possiamo che iniziare da lui, fautore di una delle opere letterarie più citate, tradotte e riprodotte della storia: ovviamente parliamo della Divina Commedia, l’immaginario (e anche un po’ psichedelico) viaggio di Dante tra Inferno, Purgatorio a Paradiso. Inutile dire che tutti quanti l’abbiamo abbondantemente studiata a scuola, ma oggi ve la ripropongo in chiave… artistica!

L’opera più monumentale mai realizzata a tema Divina Commedia porta la firma di Sandro Botticelli ed è conservata alla Biblioteca Apostolica Vaticana.

Scuola Botticelli Inferno

Voragine infernale, Sandro Botticelli

Il quadro – La voragine infernale  ritrae in maniera minuziosa, quasi maniacale, tutti i gironi dell’Inferno presenti nella Divina Commedia e le relative anime dannate.

L’inferno immaginato da Dante e dipinto da Botticelli appare come un gigantesco imbuto, alla cui base vi è il signore delle tenebre, Satana, che condanna all’eterno dolore le anime dei peccatori. Guardando il quadro non possiamo fare a meno di cercare i peccatori più illustri, quelli che ci sono rimasti nella mente fino ad oggi: gli adulteri Paolo e Francesca, il fraudolento Ulisse o ancora il traditore Ugolino descritto in quello che forse è il canto più famoso e amato, il XXXIII.

scuola - Il Conte Ugolino e i suoi figli, Gustave Doré

Il Conte Ugolino e i suoi figli, Gustave Doré

Oltre che per le sue straordinarie bellezza e complessità, La voragine infernale è nota per essere un’opera carica di misteri irrisolti. Si dice, infatti, che nasconda messaggi cifrati, segreti inconfessabili che Botticelli ha sapientemente nascosto e che, ad oggi, non sono mai stati scoperti. Forse sono solo leggende, forse è realtà.


Dan Brown, lo scrittore de Il Codice Da Vinci, ha dedicato a quest’opera e ai suoi misteri uno dei libri della sua trilogia, portata al cinema da Ron Howard (Inferno, appunto). Non sono amante dei suoi romanzi, ma mi affascina molto il suo punto di vista artistico, quindi consiglio di darvi un’occhiata.

Vi sono, infine, alcune illustrazioni riguardanti il Purgatorio e il Paradiso, ma a mio parere nessuna di esse riesce a cogliere così nel profondo l’opera Dantesca (e poi i canti infernali sono da sempre i più belli, quelli che più ci sono rimasti dentro e ben oltre i banchi di scuola).


Alessandro Manzoni (1785-1873)

Uno degli autori immancabili nello studio della letteratura è Manzoni. Non importa in quale liceo abbiate studiato, I Promessi Sposi è il romanzo che ci ha tenuto compagnia tra i banchi di scuola. Benché i protagonisti siano Lucia e Renzo, i due sfortunati promessi sposi del titolo, i personaggi che ruotano attorno a loro, per complessità e bellezza, spesso rubano loro la scena. Come dimenticare l’Innominato, uno dei cattivi più amati a scuola e non solo, o ancora la monaca di Monza e addirittura il pavido Don Abbondio!

Non vi sono, ahimè, molti quadri a tema Promessi Sposi, ed è un vero peccato perchè ci sarebbero davvero tante vicende da raccontare. C’è però un pittore che si è dedicato ad illustrare il celebre romanzo, con risultati eccelsi: Francesco Gonin.

La più celebre delle sue illustrazioni è Addio ai monti, che ritrae uno degli episodi più studiati a scuola.
scuola - Addio ai monti, Francesco Gonin

Addio ai monti, Francesco Gonin

Lucia guarda il suo paese e gli dice addio. Dice addio alla giovinezza più o meno spensierata. Le vicissitudini che le capiteranno la cambieranno profondamente, così come accadrà a Renzo. I due si separeranno, ricongiungendosi molto tempo dopo, ognuno col proprio bagaglio personale di esperienze.

Altra illustrazione altrettanto famosa è La conversione dell’Innominato, che piange pentendosi di ogni sua malefatta, davanti al cardinale Borromeo.
Scuola Promessi Sposi

Conversione dell’Innominato, Francesco Gonin

È proprio a scuola che abbiamo imparato ad amare questo straordinario personaggio, misterioso ed affascinante. Non il classico villain, anzi. La sua conversione, grazie alla purezza e alla bontà di Lucia, è forse uno dei passi letterari più belli di sempre.

Infine, l’altro grande personaggio capace di attrarci, quanto destabilizzarci: Gertrude, la Monaca di Monza.
Scuola Promessi Sposi

La Monaca di Monza

Il triste passato, il suo amore proibito e il tradimento nei confronti di Lucia non la rendono di certo un personaggio buono, ma questa sua tragicità è forse la cosa che più amiamo in lei.

Alzi la mano chi a scuola non è rimasto affascinato dalle mille sfaccettature di questo ambiguo personaggio. Dopo l’Innominato, lei è decisamente il mio preferito.


Giacomo Leopardi (1798-1837)

Concludiamo questo ripasso con un’opera che mi è molto cara: ll viandante sul mare di nebbia, di Caspar David Friedrich, pittore romantico che, in questo quadro, è riuscito a raccogliere l’ideale e il senso di un intero movimento. L’avrete studiata a scuola o, se non l’avete fatto, l’avrete ammirata sui libri o da qualsiasi altra parte.

Benché non vi sia alcun riferimento tutti, ma proprio tutti, identificano il viandante con Giacomo Leopardi, perso a contemplare l’Infinito che decantava nella sua celebre poesia.

Scuola Leopardi

Il Viandante sul mare di nebbia, Caspar David Friedrich

Lo vediamo di spalle, col suo bastone in mano, perso a guardare davanti a sé.

E il naufragar m’è dolce in questo mare

diceva il poeta, e il quadro rende proprio questa immagine romantica e assolutamente leopardiana.

Giacomo Leopardi (1798-1837) è autore di opere dalla bellezza straordinaria: da Il sabato del villaggio alla struggente A Silvia, dedicata a Teresa Fattorini (figlia del cocchiere morta di tubercolosi, di cui Leopardi si era invaghito). Il poeta, fautore del pessimismo cosmico su cui spesso si fa dell’umorismo (su Facebook vi è una pagina a lui dedicata) è uno degli intoccabili che, assieme a pochi altri, ancora affascinano e talvolta tediano gli studenti di qualunque scuola.


Di certo questi sono solo tre dei tantissimi geni della letteratura e della poesia che ci hanno regalato capolavori senza tempo, che andrebbero riscoperti anche al di fuori della scuola, per diletto. Rileggere i Promessi Sposi o la Divina Commedia con occhi adulti, ci permette di comprendere e scoprire aspetti che prima ignoravamo, probabilmente perché costretti a cimentarci nello studio.

Immergersi nella letteratura è un esercizio per la mente ma, sopratutto, è un lusso ed un piacere di cui mai dovremmo privarci, perchè, come diceva Dante:

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.

Serena Aiello

Studentessa a tempo pieno, lettrice vorace e scrittrice per diletto. Raramente mi interesso ad un solo argomento, mi piace scoprire nuove cose e mi piace confrontare le mie idee con quelle degli altri, cosa che spero accadrà con i miei articoli. Potete contattarmi scrivendo a s.aiello@inchiostrovirtuale.it
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