Tra fascino e mistero: Castel del Monte

Castel del Monte, posizionato su una collina della catena delle Murge occidentali, affascina fin dall’antichità studiosi e turisti per il suo rigore matematico ed astronomico. Per chi non lo sapesse, ci troviamo in una frazione di Andria, in Puglia.

Qui per volere dell’imperatore Federico II di Svevia, e costruito nel XIII secolo nei pressi della Chiesa di Santa Maria de Monte, di cui oggi non resta traccia, l’edificio per molti è attribuito a Riccardo da Lentini, mentre secondo altri fu ideato dallo stesso imperatore, che probabilmente non riuscì a vederlo terminato.

Il fascino del castello non ha destato un interesse continuo nei secoli; dal XVII secolo è stato abbandonato, depredato di arredi e decorazioni e trasformato in carcere o ricovero per pastori e briganti.

Una data storica per Castel del Monte è il 1876.

L’edificio fu acquistato, per la somma di 25.000£, dallo Stato italiano, che dunque iniziò il restauro. Le pessime condizioni e il forte degrado non hanno semplificato gli interventi di restauro, che sono terminati solo nel 1981.

Dal sito ufficiale dell’UNESCO, in cui fu inserito nel 1996, si legge la motivazione:

per il rigore matematico ed astronomico delle sue forme e per l’armoniosa unione degli elementi culturali del nord Europa, del mondo islamico e dell’antichità classica, Castel del Monte è il tipico esempio di architettura del medioevo“.

Scopriamo, analizzando l’edificio, cosa significa tutto questo.


Rigore matematico

immaginepianta_castelloIl numero otto ricorre molte volte nella struttura dell’edificio: la pianta è ottagonalead ogni spigolo c’è una torretta ottagonale (8 in tutto) e la corte interna è ottagonale; all’interno ci sono due piani, con 8 stanze su ciascuno, e per raggiungere il piano superiore ci sono delle scale a chiocciola di 44 gradini.

E ancora: 8 fiori quadrifogli sulla cornice sinistra del portale di ingresso, altri 8 sulla cornice inferiore, 8 foglie sui capitelli delle colonne nelle stanze, 8 foglie sulla chiave di volta, 8 foglie di vite sulla chiave di volta della prima sala del piano terra, 8 foglie di girasole su quella di un’altra sala, 8 foglie ed 8 petali nella quinta sala, 8 foglie di acanto nell’ottava sala, 8 foglie di fico nell’ottava sala al piano superiore.


L’uso dell’ottagono è motivato dal fatto che rappresenta la figura intermedia tra il quadrato (simbolo della terra) e il cerchio (simbolo del cielo).


Rigore astronomico

immagine castel del monte raggio1castel del monte raggio1Il posizionamento del castello non è casuale! Durante l’equinozio di autunno a mezzogiorno, infatti, le mura proiettano a terra un’ombra lunga quanto il cortile del castello, il mese dopo lunga quanto le sale e, nel periodo del sagittario, quanto la circonferenza ideale nella quale è inscritto il castello.

Nel cortile, due volte l’anno, dalla stanza terminale del percorso del primo piano rivolta a sud-est, un raggio di sole attraversa la finestra della facciata esterna e la porta finestra per finire sul cortile illuminando un rettangolo, dove un tempo c’era un bassorilievo, sulla parete nord-ovest della facciata del cortile interno. Il fenomeno accade, non a caso, l’8 aprile e l’8 ottobre.


Matematica e astronomia si incrociano!

Gli elementi di armonia tra diverse culture del nord Europa, fino a quelle dell’antichità classica, sono presenti nella struttura architettonica e in quella decorativa: basta dare uno sguardo alle bifore gotiche che ben si integrano con le possenti mura romaniche!

A fare di Castel del Monte un edificio unico al mondo, un gioiello dell’arte medievale che testimonia l’umanesimo del suo imperatore, ci sono alcuni marchingegni presenti: la saracinesca all’ingresso e l’impianto idraulico. Stupisce trovare a quell’epoca una vera e propria saracinesca che, attraverso un elaborato meccanismo, permetteva la chiusura del portale d’ingresso. Di questo oggi restano poche tracce nella muratura.

Ad affascinare gli studiosi è anche l’impianto idraulico, costituito da un sistema di 5 cisterne sui terrazzi che, riempite dalle piogge, assicuravano lo scorrere di acqua sino a defluire nella cisterna sotto il cortile, nel punto dove un tempo vi era un’ampia vasca ottagonale. Il sistema serviva alla cura del corpo con l’acqua, permettendo di avere nelle varie stanze il calidarium, il frigidarium e il tepidarium, ma soprattutto il bagno con lo scarico, lavabo e vasche. All’interno dell’edificio ci sono due piani, e le stanze sono di forma trapezoidali; i muri divisori congiungono gli spigoli dell’ottagono interno e gli spigoli di quello esterno.


immagine Castel_del_Monte2immagine Castel-del-Monte-14Le stanze sono coperte da un quadrato centrale, con volta a crociera, e due triangoli laterali, con due spicchi di volta a botte per ciascuna stanza. Al piano superiore, troviamo delle bifore con sedili, e -nel lato che si affaccia verso Andria- una trifora.

A rendere quest’edificio unico è il fatto che non ha fondamenta, le mura si sorreggono dal XIII secolo sul terreno.Le decorazioni dell’edificio, che si sono salvate dai continui saccheggi, sono presenti nelle chiavi di volta dei costoloni, decorate con creature mitologiche e motivi vegetali.


I colori di Castel del Monte non passano certo inosservati.

Ci sono tre diversi materiali usati che donano all’edificio un effetto cromatico stupendo: la pietra calcarea per le strutture architettoniche e alcuni elementi decorativi; il marmo bianco o con leggere venature, che doveva essere il materiale di tutto l’arredo e le decorazioni dell’edificio, è presente solo in alcune decorazioni delle sale, ma soprattutto la breccia corallina, che dona colore e movimento alla struttura.


Il mistero di questo luogo s’infittisce se si analizza la funzione di Castel del Monte, definito impropriamente “castello”.
  1. Non era una fortezza. Non ci sono elementi militari e fossati; inoltre, le scale a chiocciola disposte in senso antiorario, erano a svantaggio degli occupanti del castello nel caso di invasione, e le feritoie troppo strette per lanciare le frecce.
  2. Non era una residenza di caccia. Gli ornamenti sono fini, e non ci sono stalle e ambienti utili per la caccia.
  3. Forse era un tempio del sapere. L’ipotesi è stata avanzata con la scoperta del simbolismo presente nell’edificio, percorribile secondo un percorso obbligato, che richiama alla memoria quello conoscitivo.
  4. Forse era un centro benessere. La presenza delle stanze da bagno (le più antiche), le numerose cisterne e il sistema idraulico fanno pensare a Castel del Monte come a un grande hammam arabo.
  5. Forse era un monumento. Per la sua forma ottagonale con ottagoni ai suoi vertici, l’edificio sembrerebbe richiamare alla memoria la corona federiciana, simbolo del potere imperiale.

Lasciamo Castel del Monte affascinati dal suo mistero, che continua a stimolare la curiosità dei turisti e ad animare gli studiosi per le loro ricerche.

Il gioiello voluto dall’imperatore, conosciuto come “stupor mundi”, sembra essere lo specchio del suo ideatore: stupisce il mondo!

Maria Gabriella Depalo

Mi chiamo Maria Gabriella Depalo, sono nata in piccolo paesino del nord barese affacciato sul mare e sono laureata in Informatica.
Sono la “scienziata” del gruppo e mi dedicherò principalmente ad argomenti di tipo scientifico/tecnologico.
Spero vivamente di riuscire a coinvolgervi tutti nelle mie passioni.
Potete contattarmi scrivendo a: mg.depalo@inchiostrovirtuale.it
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