Tema del mese: la Vendemmia

Dopo una piccola pausa estiva, così breve che nemmeno ce ne siamo resi conto, torna l’appuntamento col nostro tema del mese. Questa volta gli Inchiostrati se la vedranno con un topic tutto da… bere: la Vendemmia!

Vendemmia: un vero rituale

La vendemmia è il momento in cui l’uva, coltivata durante tutto l’anno, viene raccolta dalla vigna e portata in cantina per iniziare il processo di vinificazione, che trasformerà il mosto in vino. Questa sorta di “rituale” porta con sé da sempre un grande fascino, oltre che un valore storico e antropologico. Si tratta di un vero e proprio “evento” annuale di lavoro e condivisione sociale nel territorio.

Il processo si divide in varie fasi, ma tutto comincia con la raccolta delle uve, durante la quale occorre rispettare alcune regole:

  • è necessario evitare di raccogliere l’uva bagnata (da pioggia, rugiada o nebbia), in quanto l’acqua potrebbe influire sulla qualità del mosto;
  • vanno evitate le ore più calde della giornata, per impedire l’inizio di fermentazioni indesiderate;
  • i grappoli vanno riposti in contenitori non troppo capienti, per evitare lo schiacciamento degli stessi;
  • l’uva deve essere trasportata (conferita) nei locali in cui sarà effettuata la vinificazione nel più breve tempo possibile, per evitare fermentazioni o macerazioni indesiderate.

I metodi di raccolta sono diversi: manuale, meccanico, a scalare o tardiva. A prescindere dal metodo utilizzato, che varia in base al prodotto finale che si vuole ottenere, la vendemmia affascina oggi come un tempo.

vendemmia

La Vendemmia fino a qualche anno fa

Per molti aspetti la vendemmia è, ancora oggi, un momento rituale. Ha un significato sociale e di comunione piuttosto forte, nel quale uomini e donne si riuniscono e insieme lavorano per lo stesso obiettivo. Il ruolo sociale e rituale che caratterizza questo momento è stato ancor più forte nei decenni scorsi, quando nei vigneti si riunivano amici, parenti e vicini di casa, tutti insieme a lavorare nelle vigne per poi festeggiare con un ricco banchetto.

Quando i recipienti erano ricolmi d’uva, venivano svuotati dentro la bigoncia, che veniva caricata sulle spalle del più forte e portata fuori dal pergolato per essere svuotata nella tinozza in cui due o più giovani a piedi nudi erano pronti per la pigiatura.
Il momento del pranzo era un vero rito. Le donne arrivavano nei campi con cesti ricolmi di vivande caserecce che disponevano sopra una tovaglia distesa sul prato. La vendemmia era lavoro, ma anche condivisione, un rito fatto di fatica e di soddisfazione.

La vendemmia oggi

Oggi viene fatta sempre più spesso meccanicamente, sia a causa della mancanza di manodopera, sia perché questo tipo di vendemmia offre ottimi risultati in termini di qualità del lavoro, di prodotto ottenuto, di rapidità, di raccolta notturna e di riduzione dei costi, soprattutto in presenza di superfici ampie su cui operare.
Anche l’operazione della pigiatura, che una volta veniva eseguita senza l’ausilio di macchine, viene svolta oggi meccanicamente.


Dopo aver conosciuto più da vicino il soggetto del topic di questo mese, siete ansiosi di leggere gli articoli dei nostri Inchiostrati? Inizia domani Jessica, che vi parlerà di… “vino” nella consueta rubrica Salute & Benessere.

Buona lettura!
La Redazione

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