Tema del mese: acqua, sempre più acqua

Anche per questo mese è arrivato il momento di pubblicare il comodissimo recap degli articoli scritti dagli Inchiostrati in merito al topic mensile: l’acqua.

L’occasione per parlare di questo argomento ci è stata offerta dalla Giornata Mondiale dell’Acqua, il World Water Day, che si festeggia ogni anno il 22 marzo.

Apre come sempre il tema Cristina che, nell’ambito della categoria “storie e leggende”, ha parlato del famoso, o forse meglio dire, famigerato Triangolo delle Bermuda, con tutte le storie, le leggende, ma anche qualche spiegazione scientifica.
Era il 4 dicembre del 1970 quando Bruce Gernon jr e suo padre partirono dall’isola di Andros, nelle Bahamas, diretti in Florida, a Palm Beach. La visibilità era ottima.
Mentre volavano, Bruce notò una nube lenticolare a forma di sigaro con i confini morbidi. Ritenendola innocua la sorvolò, ma si ritrovò a notare che la nube si allargava e si ispessiva. Così puntò verso l’alto, ma la nube sembrava inseguirlo, mantenendo la sua stessa velocità. Riuscì a liberarsene, o almeno così credette, solo quando raggiunse i 3.000 metri di quota.”

Le Sirene nell’arte, tra miti e leggende, sono diventate le protagoniste dell’articolo di Serena, dalla più conosciuta Sirenetta di Copenaghen a Pania, la sirena Maori.
Secondo le leggende, Pania era una creatura che viveva in mare, almeno fino al tramonto (al calar del sole, infatti, tornava sulla terra ferma). Innamorata del figlio del capo maori, Karitoki, lo sposa in gran segreto. Di notte viveva con lui e di giorno tornava in mare.
Karitoki però voleva mostrare a tutti la sua sposa e, stanco di non poterla avere tutta per sé, la ingannò cercando di farle ingerire del cibo umano: se l’avesse fatto, infatti, Pania non sarebbe più potuta tornare in mare. Scoperto l’inganno, Pania scappò e s’immerse, per non far mai più ritorno. Si dice che se si guarda nelle profondità del mare, lungo la barriera corallina, sia possibile vederla.”

Pasquale, come al solito, ci ha intrattenuti con quesiti matematici e logici, per tenere in allenamento la mente e non solo in piscina. Ricordatevi però di chiudere bene il rubinetto: attenzione agli sprechi, perché l’acqua è un bene prezioso!
Devo dire che l’ottica, insieme alla termodinamica, è uno degli argomenti dei corsi di Fisica che mi ha preso meno, e di cui ho un ricordo lacunoso. La legge di Snell mi era però rimasta in mente, perché la rifrazione di un raggio di luce in acqua è qualcosa di pratico, con cui ci si può ritrovare a giocare a mare in un momento di noia.
Se, però, è complicato spiegare a un ragazzino la legge di Snell, ci sono altri esperimenti da fare in casa di sicuro effetto sui ragazzi.
Esempio: facciamo scorrere un filo d’acqua da un rubinetto (più il filo è sottile e continuo, meglio è) e avviciniamo una penna che avremo prima strofinato con un panno (meglio se di lana). Magia!

Dopo l’allenamento “mentale”, Lorenzo invece si è occupato di quello fisico, portandoci in piscina a conoscere la disciplina del Nuoto per salvamento. E no, non è un errore lessicale: di dice “salvamento” e non “salvataggio”. David Hasselhoff di Baywatch può solo imparare.
Come si intuirà dal nome, il nuoto per salvamento mette in scena una simulazione del soccorso in mare, avvalendosi del supporto di numerosi attrezzi (manichini, ostacoli, torpedo e pinne). Proprio a causa di ciò, il primo impatto con questo sport è molto particolare: sembra di trovarsi di fronte ad un grande gioco, ad una simpatica messinscena durante la quale divertirsi credendo di essere David Hasselhoff in Baywatch. Poi, allenamento dopo allenamento, capisci che il gioco in questione è piuttosto faticoso. Prendiamo, per esempio, la gara apparentemente più semplice, quella ad ostacoli, nella quale bisogna passare sotto un ostacolo posizionato a metà vasca (se questa è di 25 metri, in quella da 50 metri invece gli ostacoli sono due, disposti a 12.5 metri dai bordi della vasca).”

L’acqua che beviamo è tutta uguale? A quanto pare no e Jessica ci ha spiegato per bene caratteristiche, benefici e tipologie dell’acqua minerale. Perché bere acqua regolarmente è un’abitudine salutare, ma è anche importante sapere qual è la più adatta al nostro organismo.
L’acqua minimamente mineralizzata, dunque, aumentando l’escrezione di sodio e acqua riduce il volume ematico e, quindi, la pressione. Essa, inoltre, stimolando la diuresi allontana i batteri presenti nelle vie urinarie, riducendo sia il rischio d’infezioni, sia la produzione dei calcoli di struvite, causata dagli stessi batteri; favorendo la produzione di urine più diluite, infine, previene la cristallizzazione dei sali poco solubili (urati, ossalati e fosfati) e, quindi, la formazione dei calcoli.

Anche Annamaria ci ha portato in piscina, precisamente quella de “Il Gusto del Cloro“, un graphic novel scritto e disegnato da Bastien Vivès e pubblicato da Casterman, nel 2008.
La trama è semplicissima: un ragazzo senza nome, dopo numerose insistenze da parte del suo fisioterapista, comincia a frequentare una piscina per correggere la sua scoliosi. Sceglie il mercoledì come giorno per questo appuntamento salutare.
Si ritrova solo, a disagio, impacciato in acqua e nei rapporti sociali. Nuota a fatica e con un po’ di ritrosia, dal momento che non si tratta certo di una sua libera scelta. In fondo, lui lo fa solo per scopi terapeutici.
Lentamente, però, scopre il microcosmo bianco e verde della piscina, gli spogliatoi e la folla che frequenta quel posto. Riprende confidenza con l’acqua, con le immagini monotone del soffitto che scorrono sopra la sua testa tra una bracciata e l’altra, e con tutti quei riti buffi che si fanno in piscina per passare il tempo.”

Mauro ci ha invece parlato di un serio problema che affligge la Cina, diventando una vera e propria emergenza ambientale, quasi al pari dello smog: la carenza di acqua potabile.
In ogni caso non ci sono dubbi in merito all’esistenza dei “villaggi del cancro“, tanto che anche il governo cinese l’ha confermata. Come si può intuire dal nome, riguardano oltre 400 località che a causa dell’eccessivo inquinamento dell’acqua, oltre che dell’aria, sono caratterizzate da un’alta incidenza di tumori. Tra le malattie più diffuse c’è sicuramente la fluorosi scheletrica, dovuta all’eccessiva assunzione di fluoro, che può portare anche alla paralisi.

Cosa sono e come avvengono le maree? Lo ha spiegato in maniera semplice Gabriella, insieme alle loro conseguenze e qualche curiosità.
Nel suo moto di rotazione la Terra, nell’arco delle 24 ore, presenta una parte rivolta verso la Luna, della quale subisce l’attrazione. In quella parte, e nella parte opposta della Terra, l’acqua dei mari si solleva e si ha un’alta marea. Nella parte rivolta verso la Luna si dice alta marea diretta, nella parte opposta alta marea indiretta. Nello stesso momento, nelle località situate lungo lo stesso meridiano poste a 90° a ovest e a est, il livello del mare si abbassa e si ha la bassa marea.

E ancora di mare si è trattato nell’articolo di Antonella. Questa volta di mare cinematografico, quello che circonda l’isola di Amity, nel film cult di Steven Spielberg, Lo Squalo.
La suspance perenne e fortissima è la vera protagonista di questo cult. Lo spettatore, completamente inerme, è sempre pronto ad attendersi il peggio. L’inquietudine aumenta inesorabilmente. Non vedere direttamente lo squalo per buona parte della pellicola non fa che contribuire alla crescente sensazione di angoscia nello spettatore, che non viene semplicemente spaventato dallo squalo in sé, ma anche da tutto ciò che lo squalo rappresenta: la forza incontrollabile della natura e l’imprevedibilità delle acque dell’oceano.

La natura che si fa spettacolo è la meta del viaggio suggerito da Annalisa, che ha proposto come meta alcune tra le più belle ed affascinanti cascate in Italia, Europa e nel resto del mondo.
Semplicemente un lavoro di secoli, durante i quali l’acqua scava la roccia, s’insinua e plasma il territorio per poi precipitare nel vuoto. Il risultato? Uno scroscio potente che dimostra come la natura sappia essere “creatrice di se stessa”, senza nessun intervento “esterno”. Ci sono cascate che si estendono in larghezza, altre che si tuffano da altezze spaventose, altre ancora che fanno della portata d’acqua il loro marchio di fabbrica.

Chiude il cerchio Alessandro che, nel suo Grandangolo, racconta il mistero dell’acqua in fotografia, attraverso una carrellata di spunti e autori.
Per me sta qua l’enigma degli oceani, e più in generale dell’acqua: il fatto che sappia raccontare perfettamente la centralità dell’essere umano (nella sua infinita ignoranza) e la sua contemporanea posizione siderale e periferica, rispetto a ogni cosa: all’universo, alla grandezza sublime e spaventosa della natura, rispetto agli altri esseri viventi, persino rispetto agli stessi uomini e alla propria immagine riflessa nello specchio.


Si conclude qui la carrellata di articoli a tema “acqua”, ma non perdete l’appuntamento con il topic di aprile, decisamente… primaverile!
La Redazione

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