Smettere di fumare: si può! Strategie e consigli utili

In occasione della Giornata Mondiale per la Lotta al Fumo, che ricorre il 31 maggio, nell’articolo forniremo informazioni e consigli utili su come smettere di fumare.

Smettere di fumare è l’obiettivo che tutti i fumatori, non solo quelli incalliti, dovrebbero prefissarsi per salvaguardare la propria salute e quella degli altri. È risaputo, infatti, che anche fumare poche sigarette al giorno od occasionalmente può favorire lo sviluppo di tumori, malattie cardiovascolari e respiratorie, nonché alterazioni dello sviluppo, qualora il fumo venga inalato in gravidanza o in tenera età. Ed ecco perché anche noi, sulla scia della campagna promossa dal Ministero della Salute, daremo il nostro (per quanto piccolo) contributo a questa nobile causa.

Prima, però, cerchiamo d’inquadrare la diffusione del fumo di tabacco in Italia, con le statistiche DOXA riferite al 2017.

Epidemiologia del fumo in Italia

Si stima che in Italia fumino ben 11,7 milioni di persone, pari al 22,3% della popolazione totale, con un aumento dello 0,3% rispetto al 2016. Benché sussistano ancora differenze di prevalenza tra i generi, nel 2017 queste ultime si sono quasi annullate, dal momento che vi sono 6 milioni di fumatori (23,9%) e 5,7 milioni di fumatrici (20,8%).

Come illustrato nel grafico sottostante, infatti, mentre gli uomini fumano sempre di meno (- 0,9 milioni dal 2016), le donne fumano sempre di più (+ 1,1 milioni dal 2016). Queste ultime, inoltre, superano la controparte maschile nelle fasce d’età in cui si fuma la prima sigaretta (15-24 anni) e l’ultima (45-64 anni), facendo supporre una maggior motivazione a iniziare ma non a smettere di fumare.

Smettere di fumare - Prevalenza del fumo di sigarette in Italia secondo DOXA

Figura 1: prevalenza del fumo di tabacco dal 1957 al 2017. Rispetto al 1957, in cui si registrava una differenza del 58,8% tra uomini e donne, nel 2017 la differenza è solo del 3,1%. Credits: OSSFAD 2017.

Ma per quali motivi si comincia a fumare? 

Benché le ragioni siano molteplici, un ruolo cruciale è svolto dalle compagnie, soprattutto nel periodo adolescenziale. Il 41,5% dei fumatori, infatti, dichiara di aver iniziato a 15-17 anni a causa dell’influenza di amici (53,2%), familiari (6,9%) o partner (3,1%). Nella tabella successiva, riportiamo tutte le motivazioni e la prevalenza in base al genere.

Dati estrapolati dall’indagine DOXA-ISS 2017
Motivazione Totale Uomini Donne
  1. Influenza degli amici
  2. Soddisfazione dopo aver provato
  3. Senso di emancipazione
  4. Influenza dei familiari
  5. Influenza del partner
  6. Stress e ansia
  7. Sensazione di sicurezza
  • 53,2%
  • 24%
  • 8,2%
  • 6,9%
  • 3,1%
  • 2,1%
  • 1,9%
  • 54,2%
  • 24,4%
  • 10,8%
  • 5,2%
  • 1,5%
  • 1,3%
  • 2,4%
  • 51,9%
  • 23,4%
  • 4,9%
  • 9,1%
  • 5,2%
  • 3,3%
  • 1,2%
Infine, cosa e quanto fumano gli Italiani?

Le classiche bionde, cioè le sigarette preconfezionate, si piazzano al primo posto per diffusione, benché negli ultimi anni si stiano facendo largo quelle fatte a mano, soprattutto tra i fumatori maschi, giovani e del Centro Italia.

Smettere di fumare - grafico che esprime in percentuale cosa fumano gli italiani

Figura 2: il grafico mostra, in percentuale, cosa fumano gli Italiani. Credits: OSSFAD 2017.

Dal 2014, inoltre, i fumatori leggeri sono diminuiti dal 26% al 19,9% e quelli medi sono aumentati dal 40,8% al 45,9%; quelli pesanti, invece, sono rimasti al 28,5%.

Per la cronaca, si difeniscono fumatori:

  • leggeri, coloro che fumano meno di 9 sigarette al dì (17,1% uomini e 22,9% donne);
  • medi, coloro che fumano da 10 a 19 sigarette al dì (41,4% uomini e 50,7% donne);
  • pesanti, coloro che fumano 20 o più sigarette al dì (37,5% uomini e 18,9% donne).

Dall’indagine, inoltre, emerge che la percentuale di fumatori medi e pesanti sia in aumento tra i giovani.

Tra i 15 e i 24 anni, infatti:

  • il 67,1% fuma meno di 15 sigarette al giorno (vs 49% fumatori totali);
  • il 24% fuma da 15 a 24 sigarette al giorno (vs 39,9% fumatori totali);
  • il 3,2% fuma 25 o più sigarette al giorno (vs 4,7% fumatori totali).
Questi dati, dunque, sono preoccupanti sia sul fronte sanitario, sia su quello socioeconomico.

Il tabagismo, cioè la dipendenza dal fumo di tabacco, non solo aumenta i costi della sanità pubblica ma contribuisce ad aumentare la povertà e le disuguaglianze sociali, perché nelle famiglie meno abbienti si spende meno per mangiare, istruirsi e curarsi, pur di avere le sigarette.


Smettere di fumare, quindi, rappresenta un dovere non solo verso se stessi, ma anche verso la società, e nel prossimo paragrafo vedremo come fare.

Come smettere di fumare? Le strategie principali

Ma ora, veniamo al motivo che vi ha spinto (o, almeno, così pensiamo) a leggere l’articolo: come smettere di fumare? Smettere da soli si può, certamente, ma le probabilità di successo aumentano notevolmente quando supportati dal medico (come è emerso da una metanalisi di ben 37 studi clinici, coinvolgenti 507 volontari in media ciascuno) o altri professionisti, come psicologi e specialisti della disassuefazione. Tali figure, infatti, oltre a motivare e supportare l’assistito durante l’impresa, possono prescrivere dei farmaci nei casi di dipendenza da nicotina più severi.

Perché si tratta di questo, cari lettori, di dipendenza! 

La nicotina del tabacco, infatti, è una sostanza d’abuso a tutti gli effetti e, il fatto che sia legale, non la rende diversa dalle altre. Essa produce sensensazioni di gratificazione e relax, dal momento che attiva il centro del piacere nel cervello (il sistema limbico) analogamente ad altri stupefacenti. Le sigarette, inoltre, sono sviluppate in modo che la nicotina raggiunga il cervello in 10-20 secondi dall’inalazione, fatto che comporta un raggiungimento più rapido del piacere e, quindi, un maggior abuso rispetto ad altre forme di tabacco.

A prescindere dalla strategia che si vuole adottare, se provare a smettere da soli o con l’aiuto delle figure suddette, ciò che non dovrebbe mai mancare è la forza di volontà. E se non l’avete, beh… Trovatela! Il fumo, infatti, è la principale causa di malattie evitabili e smettere di fumare, oltre a ridurre il rischio delle stesse, apporta immediatamente benefici all’organismo, oltre a farvi risparmiare un sacco di soldi! Qui di seguito, approfondiremo le ragioni per le quali dovreste considerare l’idea di smettere.

Perché smettere di fumare?

Se volete salvaguardare la vostra salute, e quella di chi vi sta attorno, smettere di fumare è d’obbligo.

Il fumo, infatti, aumenta il rischio di:
  • tumori, soprattutto quelli polmonari, perché dalla combustione del tabacco si generano sostanze mutagene (che provocano, cioè, mutazioni) e cancerogene, come gli idrocarburi aromatici policiclici;
  • infarto e ictus, perché i radicali liberi (derivanti dalla combustione del tabacco) danneggiano i vasi sanguigni, aumentando la pressione e riducendo la fluidità del sangue;
  • asma e BPCO, cioè la broncopneumopatia cronica ostruttiva, perché il fumo altera la struttura e la funzionalità delle vie respiratorie;
  • complicazioni in gravidanza, quali aborto spontaneo, feto nato morto, parto prematuro, crescita fetale ritardata e anomalie congenite, perché le sostanze nocive del fumo oltrepassano la placenta, raggiungendo così il feto;
  • morte del neonato improvvisa e asma nei bambini, per i motivi già visti.
Smettere di fumare, invece, apporta dei benefici sia a breve, sia a lungo termine.

Nell’immediato, infatti, smettere di fumare:

  • abbassa la pressione;
  • riduce la tosse e il catarro;
  • aumenta la funzionalità polmonare.

A lungo termine, invece, non solo riduce il rischio delle malattie suddette, ma:

  • prima dei 40 anni, le probabilità di morte correlate a queste patologie si riducono del 90%;
  • nei pazienti già malati di tumore, le probabilità di morte si riducono del 40%.
Vogliamo parlare, infine, di quanti soldi risparmiereste smettendo?

Considerando che il 28% dei fumatori consuma, al giorno, almeno un pacchetto da 20 sigarette (costo medio 4,60€) si risparmierebbero 1.700€ all’anno come minimo!

La sola forza di volontà, nelle persone particolamente determinate, può essere sufficiente per smettere di fumare. Volete provarci? Ecco alcuni consigli utili del Ministero della Salute, che potrebbero aiutarvi a raggiungere l’obiettivo.

Come ridurre il desiderio di fumare?

Le prime 24 ore sono le più difficili, ma la situazione diventa più tollerabile già dopo qualche giorno. Quando vi viene voglia di fumare:

  • bevete un bicchiere d’acqua;
  • fate una passeggiata;
  • chiacchierate con qualcuno, di persona o al telefono;
  • masticate una gomma senza zucchero.

E se non doveste riuscirci? La cosa importante è non sfiduciarsi e riprovare, meglio ancora dopo esservi rivolti al medico o a uno dei 400 centri antifumo sparsi sul territorio. Nei centri antifumo, ai quali si può accedere pagando il ticket e talvolta gratuitamente, si forniscono consulenze individuali o di gruppo e si prescrivono terapie farmacologiche ad hoc.


Per maggiori informazioni sui centri antifumo, chiamate il numero verde 800 554088.


Ma ora, conosciamo meglio le strategie terapeutiche succitate: la psicoterapia e i farmaci.

Smettere di fumare grazie alla psicoterapia

La terapia cognitivo-comportamentale ha l’obiettivo di modificare il pensiero del paziente, cosicché possa riuscire ad abbandonare il vizio del fumo, gradualmente e con un rischio di ricaduta inferiore. Da una revisione sistematica del Norwegian Institute of Public Health, che ha coinvolto 21 studi controllati e randomizzati, sembra che la terapia cognitivo-comportamentale aumenti significativamente il tasso di astinenza dal fumo, rispetto ai soli farmaci.

Le probabilità di successo crescono all’aumentare della durata e del numero di sedute effettuate, siano esse individuali o di gruppo, faccia-a-faccia o al telefono. In base alle linee guida, sono necessarie almeno 4 sedute faccia-a-faccia o 3 al telefono, affinché la psicoterapia sia efficace. Ma ora, vediamo a quali farmaci può essere abbinata!

I farmaci per smettere di fumare

I fumatori incalliti possono ricorrere ai farmaci, in associazione alla psicoterapia, per smettere di fumare. Tra i farmaci di prima scelta vi sono i sostitutivi della nicotina, il bupropione e la vareniclina, mentre tra quelli di seconda scelta, usati in caso di fallimento dei primi, vi sono la clonidina e la nortriptilina.

Sostitutivi della nicotina

Si tratta di medicinali senza obbligo di prescrizione a base di nicotina, che riducono la severità delle crisi di astinenza e la loro durata. Le crisi di astinenza (caratterizzate da irritabilità, agitazione, mancanza di concentrazione e forte desiderio di fumare) si manifestano, infatti, a causa delle basse concentrazioni di nicotina nel sangue; il paziente, dunque, è costretto a fumare per innalzarne i livelli ed evitare, così, le crisi. Ed è a questo livello che intervengono i sostitutivi della nicotina, quali cerotti transdermici, gomme da masticare, losanghe, spray nasali e inalatori.

Questi medicinali, infatti, rilasciano la nicotina più lentamente rispetto alle sigarette, riducendo da un lato il piacere (associato ai picchi ematici) e dall’altro, invece, il desiderio e gli altri sintomi di astinenza (associati a bassi livelli ematici). In tal modo, quindi, la terapia sostitutiva aiuta il paziente a liberarsi della sua dipendenza, aumentando del 50-70% le probabilità di successo, come evidenziato da una revisione sistematica del gruppo Cochrane. L’associazione di una forma a rilascio normale (gomme da masticare) e di una a rilascio prolungato (cerotti transdermici), inoltre, è più efficace rispetto a una singola forma.

A seguire riportiamo la posologia prevista dalle linee guida ufficiali e le reazioni avverse più comuni dei sostitutivi della nicotina.

Gomme da masticare

Le gomme possono contenere da 2mg a 4mg di nicotina: le prime sono indicate per chi fuma meno di 25 sigarette al giorno, le seconde per chi ne fuma 25 o più. La posologia è di almeno 1 gomma ogni 1-2 ore, per un massimo di 24, nelle prime 6 settimane; nelle altre 6, invece, l’importante è non superare le 24 gomme al giorno. Possono provocare dolore, singhiozzo e disturbi digestivi.

Losanghe

Anche le losanghe possono contenere da 2mg a 4mg di nicotina: le prime sono indicate per chi inizia a fumare dopo 30′ dalla sveglia mattutina, le seconde per chi inizia a fumare prima che siano trascorsi 30′. Il paziente dovrebbe usare almeno 9 losanghe al dì, ma meno di 20, nelle prime 6 settimane; nelle altre 6, invece, l’importante è non superare le 20 losanghe al giorno. Possono provocare singhiozzo.

Cerotti transdermici

Chi fuma più di 10 sigarette al giorno, dovrebbe applicare i cerotti da:

  • 21mg, nelle prime 6-8 settimane;
  • 14mg, nelle 2-4 settimane successive;
  • 7mg, nelle 2-4 settimane finali.

Chi fuma meno di 10 sigarette al giorno, invece, dovrebbe applicare i cerotti da:

  • 14mg, nelle prime 6 settimane;
  • 7mg, nelle 2-4 settimane finali.

I cerotti possono irritare la pelle, perciò meglio posizionarli in siti differenti per ridurre il rischio.

Inalatore

La terapia dura fino a 6 mesi e prevede l’inalazione del contenuto di 6-16 cartucce al giorno. Può irritare la mucosa orofaringea e provocare tosse.

Spray nasale

In questo caso, la terapia dura dai 3 ai 6 mesi. Si spruzzano 1-2 dosi all’ora, per un minimo di 8 al dì e un massimo di 40 dosi al dì (5 dosi all’ora). Può provocare irritazione di naso e gola, tosse e naso che cola.

Bupropione

Sviluppato come antidepressivo, il bupropione è risultato efficace anche nella lotta al tabagismo, benché il meccanismo d’azione in quest’ultimo caso sia poco chiaro. Contrariamente ai sostitutivi della nicotina, il bupropione può essere assunto solo su prescrizione medica, perché può provocare reazioni avverse anche molto gravi, dalle convulsioni all’ideazione suicida.

La terapia con bupropione dovrebbe essere iniziata 1-2 settimane dopo l’ultima sigaretta. Si assume una dose da 150mg al giorno nei primi 3 giorni, poi 150mg 2 volte al giorno per 7-12 settimane. Tra gli effetti avversi più comuni vi sono insonnia (30-40% dei casi) e secchezza delle fauci (10% dei casi).

Vareniclina

La vareniclina riduce il desiderio di fumare e i sintomi di astinenza, perché attiva parzialmente i recettori cerebrali della nicotina, risultando meno gratificante di quest’ultima. La vareniclina si può assumere solo su prescrizione medica, poiché aumenta il rischio cardiovascolare nei pazienti predisposti.

La terapia dovrebbe essere iniziata 1 settimana dopo l’ultima sigaretta. Si assumono 0,5mg al giorno nei primi 3 giorni, poi 0,5mg 2 volte al giorno per 4 giorni, infine 1mg 2 volte al giorno per 3-6 mesi. Può provocare nausea e mal di testa, incubi e insonnia.

Clonidina e nortriptilina

Come accennato in precedenza, questi farmaci si assumono qualora falliscano quelli succitati. Clonidina e nortriptilina sono, rispettivamente, un antipertensivo e un antidepressivo, che hanno mostrato una certa efficacia nella disassuefazione da tabacco. Essi, tuttavia, non sono stati ufficialmente approvati per questa indicazione (uso off-label).

Sigarette elettroniche (e-cig)

In base all’indagine DOXA-ISS del 2017, 1,3 milioni di Italiani fumano occasionalmente o abitualmente le sigarette elettroniche. Mentre il 36,5% usa quelle senza nicotina, il 63,5% usa quelle con nicotina che, secondo gli esperti della Cochrane Collaboration, aumentano la percentuale di astensione dal fumo significativamente rispetto al placebo e in modo simile ai cerotti. I pochi studi effettuati, tuttavia, non permettono di escludere possibili danni legati al loro impiego.

E con questo è tutto, cari lettori. E voi, fumate? In caso affermativo, il più bel regalo che potreste farvi è quello di smettere. Parlatene col medico o rivolgetevi al centro antifumo più vicino. Nella speranza che l’articolo possa esser stato di vostro interesse, vi diamo l’appuntamento alla prossima. Non mancate!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

A proposito di dipendenza, sapete che anche i social network possono provocarla?
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Bibliografia e sitografia

Classe 1987, una laurea in Farmacia e la passione per la divulgazione scientifica, che ho tramutato in lavoro. Insieme a Virginia Taddei e ad Annalisa Ardesi ho fondato Inchiostro Virtuale, attraverso il quale vi coinvolgerò nelle tematiche a me più care, quelle inerenti alla salute e al benessere. Per contattarmi mandate una mail a j.zanza@inchiostrovirtuale.it

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