Sex Criminals – vol. 1: un gran bel trucchetto

“Ero confusa e terrorizzata. Come poteva esistere una cosa così piacevole? Come poteva far diventare tutto così quiete?”

“A chiunque, ovunque, in un momento qualunque della storia si sia mai toccato: siete voi i veri eroi”. Questa è la dedica dell’autore che trovate all’inizio del fumetto protagonista.
Fin da queste prime parole, è palese come egli abbia in mente di trattare determinati argomenti senza alcun freno, ma anche in maniera leggera e divertente.
Il titolo del fumetto, poi, non mente: Sex Criminals (sì, c’è il sesso e c’è il crimine, esatto!).

Dunque, il sesso c’entra tantissimo, e verrebbe quasi automatico pensare che l’interesse generale sia stato destato esclusivamente grazie a questo aspetto. Un po’ come è successo per la trasposizione cinematografica de Il blu è un colore caldo, pellicola sulla bocca di tutti e in vetta alle classifiche per le feroci effusioni tra le protagoniste (nonostante la Palma d’Oro, bisogna pur sempre ammettere che siamo di fronte a un film della lunghezza di 180 minuti sugli spaghetti al pomodoro e su pipponi adolescenziali trattati anche molto banalmente).
Malgrado un pubblico un po’ assuefatto e pigro, dove sfumature di frustate sadomaso fanno incassare somme da capogiro, possono sempre accadere eventi straordinari, come il fatto che Sex Criminals venda e richiami l’attenzione perché è davvero esilarante. Anche se parla di sesso. Pazzesco, eh?

Sex Criminals è un’opera erotico-ironica ma anche fantastica; è un’idea originale e carismatica che nasce dalla penna di Matt Fraction e dai disegni di Chip Zdarsky, pubblicata da Image Comics, nel 2013, ed edita in Italia da Bao Publishing, nel 2015. Al momento, la serie a fumetti si compone di cinque volumi (in Italia, per ora, abbiamo i primi quattro) e ha vinto il premio Eisner Awards come Migliore Nuova Serie, nel 2014.
Scopriamone di più.

“Per questo. Perché sei divertente. Perché conosci Lolita. E anche Nabokov e James Mason. Perché sei carino, divertente, mi sento un po’ triste e non ci hai provato con me. Perché non hai nemmeno tentato…”

Suzie è solo una ragazzina quando il padre, impiegato di banca, viene assassinato da un disturbato suicida, senza nessun motivo, colpevole solo di essere dipendente del simbolo del potere finanziario che tiene in pugno il mondo.
Questo dramma famigliare è il preludio di una scoperta stupefacente. Lasciata sola a gestire gli opprimenti anni della pubertà, Suzie si accorge di possedere un’assurda abilità: quando ha un orgasmo, che sia in compagnia o derivante dalla semplice masturbazione, il tempo intorno a lei si blocca, persone comprese. Eh!
Gestire questa novità non è facile per Suzie. Le domande alle compagne di scuola più esperte non schiariscono troppo le idee, anzi… La mamma, depressa e alcolizzata, non è certo d’aiuto, così come il ginecologo.

Gli anni passano, Suzie va a vivere con una sua ex compagna di scuola – Rach, quella zozza che si è beccata il Papilloma – e lavora in biblioteca. A una festa organizzata per salvare i libri, Suzie conosce Jon, un aspirante attore, un po’ piacione, ex segaiolo incallito, e attuale dipendente scontentissimo di banca. Complice Lolita di Vladimir Nabokov, i due finiscono a letto insieme.
A questo punto, facciamo un’ulteriore scoperta: anche quando Jon ha un orgasmo, il tempo si ferma, finendo anche lui in una bolla di silenzio, immobilità e strane luci psichedeliche, dove può agire liberamente, mentre ciò che lo circonda rimane statico. Come Suzie, Jon si è reso conto di possedere questa singolare facoltà autonomamente, durante le prime masturbazioni adolescenziali, alla ricerca di una risposta tra i migliaia di interrogativi che il sesso ci prospetta a quell’età.

Lo stupore dei due nello scoprirsi e nello scoprire di avere lo stesso potere, è enorme. Ora, Suzie e Jon, si sentono decisamente un po’ meno soli sapendo di non essere gli unici ad avere un orgasmo fantastico – letteralmente! – e di potersi muovere insieme, senza impedimenti, in questo lasso di tempo ovattato e piacevolissimo, dove ogni cosa è in completa stasi.

E se questa fosse un’occasione di rivalsa nei confronti di quel mondo intollerabile e ingiusto che li costringe a rinunciare ai loro sogni? Come sfruttare questo dono? Semplice: rapinando banche!
L’idea pare folle ma i ragazzi non perdono tempo e cominciano a pianificare nei minimi dettagli quella che è una rapina in piena regola, con la quale ottenere il denaro necessario per salvare la biblioteca minacciata dal fisco in cui lavora Suzie, destinata alla chiusura. Jon non ci guadagna niente, se non la soddisfazione di vendicarsi e sfogarsi contro il suo capo, stronzo e tiranno, e la gioia di vedere Suzie sorridente e serena. Sì, ma bisogna fare attenzione… forse non sono soli…

Questo è solo l’inizio: la trama ruota intorno alla pianificazione del crimine, ma il fulcro del primo volume di Sex Criminals sono i numerosi flashback, che si alternano col presente, attraverso i quali conosciamo i due protagonisti, la loro adolescenza, la scoperta dei corpi attraverso i primi orgasmi, come hanno scoperto il loro potere e come si sono conosciuti.

“All’epoca c’era sesso dappertutto… e da nessuna parte al tempo stesso. No?”

Scrivere di sesso non è mai un’impresa facile, perché si è sempre sul filo del rasoio, tra volgarità e stereotipo, e non è raro dare adito ai moralisti, sempre pronti a demolire in nome del pudore. Ma la scrittura di Fraction riesce nel proposito di essere spontanea e travolgente: grazie a un sapiente utilizzo del linguaggio, sia giovanile che adulto, è naturale identificarsi nell’ingenuità del sesso adolescenziale e nei suoi tratti inevitabilmente più sboccati, oppure nella visione disillusa di quello che ci aspettavamo essere un sesso da favola, mentre il più delle volte si riduce a meccanicità.

Fraction scherza, incalza, divaga e alterna ritmi narrativi concentrandosi sui perché di caratteri molto vividi. La narrazione in prima persona e gli intensi ricordi dei protagonisti gettano le basi perché il fumetto diventi un cult, non solo di facciata.
I personaggi, anche i comprimari, si evolvono in modo autonomo e coerente, ognuno dei quali, ben caratterizzato e reale, ha un suo preciso modo di fare e parlare, riuscendo a reggere bene l’intero impianto narrativo.
I geniali dialoghi di Sex Criminals, spesso rivolti direttamente al lettore in una brillante struttura metafumettistica, sono in grado di portare a galla, in modo consapevole, anche una notevole critica sociale al moralismo, al fatto che il sesso sia ancora un tremendo tabù, pur essendo presente in tutti i media, ogni giorno, in modo strabordante. Una discrepanza, questa, che condiziona la nostra vita quotidiana, non permettendoci di godere interamente della nostra sessualità.

Lo stile di Zdarsky è pulito, potente, dinamico ed efficace. I colori sono audaci e il tratto, particolarmente espressivo, descrive bene le sensazioni, gli amplessi, le reazioni dei personaggi. Inoltre, fa un ottimo lavoro grafico nel dipingere Suzie e Jon come due persone del tutto ordinarie, attraenti ma non dotate di una bellezza assoluta, due persone comuni che potrebbero realmente incontrarsi ed essere attratte l’uno dall’altra.
Visivamente, colpisce la bolla temporale in cui indugiano i protagonisti, una psichedelica esplosione di linee e colori – tanto magenta! – che riesce a trasmettere efficacemente la sensazione che provano Suzie e Jon quando si trovano al loro interno, e le piccole leggi di questo mondo parallelo che scopriranno strada facendo.

Le scene di orgasmo di Sex Criminals non risultano mai volgari, nonostante i cazzi luccicanti, lo sperma fluttuante, le facce strizzate: tutte queste sfumature dai colori carichi che si sovrappongono al disegno delle vignette, sono equilibrate, e mai troppo confusionali e pesanti. Non è mica facile – pensateci bene! – riuscire a fare emergere la contrapposizione tra tempo normale e tempo immobile all’interno di un fumetto.
Il kamasutra illustrato a Suzie da Rach nei bagni della scuola è qualcosa di geniale, così come la sequenza di Fat Bottomed Girls.

“Due vite colme di sesso e tristezza e robe strane e distanza e poi, all’improvviso… All’improvviso, eccolo qui. Eccoci. Io e quest’uomo. Questo cazzo di uomo.”

La premessa su cui si basa Sex Criminals è già, di per sé, un piccolo gioiello di sintesi, acume e pensiero laterale: due giovani capaci di congelare il tempo durante l’orgasmo decidono di sfruttare questa prerogativa. Basterebbe già questo, senza la necessità di sapere altro.

Fraction ci mostra il diverso modo di vivere la sessualità nel mondo femminile e in quello maschile, forse un po’ stereotipato ma, quantomeno, sincero, diretto: la ragazzina più coinvolta sensualmente e intimamente; il ragazzino più intento a esplorare questo universo attraverso la pornografia. Del resto, Suzie ha scelto La Quiete come nome per il suo mondo dell’orgasmo, mentre per Jon è Schizzoland.
Dietro alle comiche reazioni dei protagonisti nel riscontrare di poter fermare il tempo con un orgasmo, si cela un’intelligente metafora che mette Suzie e Jon di fronte alla scoperta del sesso: è una condizione che tutti abbiamo vissuto, quando da ragazzini non sapevamo come funzionano certi meccanismi e ci sentivamo fuori luogo, alle prese con le prime esperienze in un universo, fino a quel momento, sconosciuto.
Anche il fatto di trovare qualcuno con lo stesso nostro superpotere è, in realtà, un’astuzia per descrivere la sintonia e la chimica che si stabilisce quando, finalmente, si trova un partner giusto, senza eccedere in romanticismo, ma trattando il sesso come un elemento presente nella nostra vita, sul quale ci si può permettere di scherzare o di condividere incertezze e aneddoti.

Sex Criminals dà voce alla generazione che usufruisce selvaggiamente di Internet e degli strumenti per soddisfare ogni possibile bisogno, specialmente quello sessuale, ma che non ha ancora appreso come utilizzarli, ridendone in maniera grottesca.
Si tratta anche di un fumetto dalla carica libertina e ormonalmente allo sbando, impregnato di una spigliatezza adolescenziale decisamente seducente. Ad esempio, quando Jon elenca la sua lista di ex-partner, non esita a infilarci anche il nome di un ragazzo, il che diventa motivo per una piccola gag teneramente irrispettosa e la cosa muore lì, in maniera del tutto normale, senza sprecare fiumi di inchiostro a raccontare la bisessualità in chissà quale chiave metaforica. Il tutto si esaurisce con un pacifico “Volevo provare”. Oppure quando Jon, stanco, rifiuta un rapporto extra, Suzie non tarda a chiedere con aria innocente, “Vuoi provare il culo?”. Sarebbero bastati pochi dettagli sbagliati per passare da sitcom allegramente sboccata a porno di bassa lega. Dunque, la totale assenza di malizia rende il tutto fresco, attuale e progressista, dotato di una forza erotica che non immagineremmo mai da un fumetto umoristico.

Sex Criminals è una storia che funziona coerentemente, che trasmette la passione e il divertimento che Fraction e Zdarsky hanno profuso nel progetto, con una libertà espressiva enorme. È anche un invito ad abbandonarsi ai propri sensi e a non smettere mai di cercare qualcuno che viva alla propria velocità.

Sesso sincero, sesso spontaneo, sesso coinvolgente, sesso divertente.
Ne vogliamo ancora. E non lo affermiamo solo perché Fraction ci ha definito degli eroi.

Annamaria Marraffa

Hai presente quelle tipe total black, dai capelli rossi? Bene.
Poi immaginami estasiata tra dischi, fumetti, film, serie TV, libri, violoncelli.
Anna, dal 1982, tra citazioni e suoni.
Ti farò compagnia, tra una tavola di Magnus e una canzone di Fiumani.
Se vuoi contattarmi, scrivi a a.marraffa@inchiostrovirtuale.it

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