Rinosinusite: cause, sintomi e possibili rimedi

La rinosinusite è un disturbo delle vie aeree superiori, piuttosto comune e altrettanto fastidioso, che spesso si manifesta a causa di virus e allergeni.

Conoscerla è importante perché, sebbene tenda a risolversi nel giro di qualche settimana, la rinosinusite può diventare ricorrente o, addirittura, cronica. Nell’articolo, quindi, parleremo dei sintomi, delle cause e dei possibili rimedi (farmacologici e non) del disturbo. Seguiteci!

Indice dell’articolo
Rinosinusite

Rinosinusite: definizione e classificazione

La rinosinusite è l’infiammazione della mucosa che tappezza le cavità nasali e paranasali. Definite anche seni paranasali, queste ultime sono quattro paia di cavità scavate nelle ossa attorno alle cavità del naso, e in comunicazione con esse attraverso dei forellini, gli osti o meati. Le vediamo illustrate in foto.

Rinosinusite - Raffigurazione delle cavità nasali e dei seni paranasali, cioè frontali, mascellari, etmoidali e sfenoidali

Figura 1: rappresentazione delle cavità nasali e dei seni paranasali (frontali, sfenoidali, etmoidali e mascellari). Credits: otorinolaringolog.

La rinosinusite può comparire all’improvviso e risolversi nel giro di 4 settimane (r. acuta) o protrarsi fino a 12 settimane (r. subacuta), se non di più (r. cronica), e infine manifestarsi sotto forma di 4 o più episodi acuti all’anno, della durata minima di 7 giorni (r. ricorrente). Ma come riconoscerla?

Diagnosi della rinosinusite: come riconoscerla?

La diagnosi di rinosinusite si basa sia sull’anamnesi, cioè l’intervista al paziente, sia sull’esame obiettivo, ovvero la valutazione dei segni e dei sintomi obiettivi. Gli esami strumentali, che rappresentano il terzo step della diagnosi, non sono necessari quando si ha a che fare con le forme acute (le più comuni).

Ma quali sono, dunque, questi sintomi?

I sintomi si dividono in maggiori, cosiddetti perché di per sé sono indicativi del problema, e minori, che di per sé non lo sono ma lo diventano se presenti con gli altri. Vediamoli!

Sintomi maggiori:

  • ostruzione nasale, cioè la sensazione di naso tappato;
  • iposmia, cioè la ridotta percezione degli odori;
  • rinorrea purulenta, cioè la presenza di secrezioni nasali di colore giallo-verde;
  • pressione, dolore o indolenzimento, che si manifestano a livello frontale, orbitale e mascellare.

Sintomi minori:

  • mal di testa (cefalea) e mal di denti (odontalgia);
  • febbre e mal di orecchio (otalgia);
  • tosse e alitosi;
  • fatica e senso di malessere generale.

I sintomi suddetti sono la conseguenza delle alterazioni, sia strutturali sia funzionali, della mucosa nasale e paranasale. Ma a causa di quali fattori si manifestano? E in che modo? Lo scopriremo nel prossimo paragrafo!

Eziologia e patogenesi: perché e come si sviluppa?

Questo disturbo, che colpisce prevalentemente il genere femminile e le fasce di età sotto i 15 anni e tra i 25 e i 64 anni, può essere causato da diversi fattori. Nella gran parte dei casi, sono coinvolti patogeni e allergeni, responsabili delle forme acute e ricorrenti; anomalie anatomiche, come il setto nasale deviato, e l’immunodepressione, invece, fanno sì che le forme acute cronicizzino. Ma ora, vediamo in dettaglio le forme cliniche più comuni, cioè quelle infettive e allergiche.

Rinosinusite infettiva

Come dice il nome stesso, è causata dai microrganismi patogeni, soprattutto virus e batteri.

Rinosinusite virale

I Rhinovirus sono tra le cause principali di rinosinusite acuta. Si tratta, infatti, dei virus responsabili del raffreddore, che infettano le mucose nasali, alterandone la funzionalità. Le mucose infette, dunque, producono un muco liquido, in grado di diffondersi ai seni paranasali attraverso gli osti (nel momento in cui ci si stende per dormire) e causare la diffusione dei virus nei seni. Ecco, quindi, che, da semplice rinite virale, si passa a rinosinusite e ai sintomi succitati, la cui durata non supera i 10 giorni. In una piccola percentuale dei casi, circa lo 0,5-2%, l’infezione virale può, tuttavia, spianare la strada ai batteri, con conseguente peggioramento dei sintomi e della loro durata.

Rinosinusite batterica

È causata principalmente da Haemophilus influenzae, nelle forme acute, e da Staphylococcus aureus, nelle forme croniche. Come appena accennato la rinosinusite batterica può conseguire a quella virale, della quale aumenta la durata oltre i 10 giorni o ne peggiora il quadro a 2 giorni dall’insorgenza.

Rinosinusite allergica

È la conseguenza di una reazione immunitaria, scatenata da sostanze definite allergeni, negli individui sensibilizzati. Gli allergeni sono molteplici e includono le muffe (Aspergillus spp), il pelo di animale, la polvere e, dulcis in fundo, i pollini. A proposito di pollini e pollinosi, cioè le allergie da essi scatenate, vi consigliamo di leggere l’articolo: “Pollinosi: sintomi e terapie delle allergie al polline“.

A causa dei fattori suddetti, dunque, le mucose respiratorie si infiammano e, così facendo, ostruiscono gli osti. Come accennato in partenza, questi ultimi sono i forellini che, mettendo in comunicazione i seni paranasali con le cavità nasali, permettono il drenaggio del muco e l’eliminazione di patogeni e allergeni. Se gli osti si ostruiscono, tuttavia, ecco che il muco si accumula, peggiorando l’infiammazione e causando la comparsa di pressione e congestione del volto, dolore e indolenzimento, nonché tutti gli altri sintomi sopralencati.

Vi tranquillizzerà sapere, tuttavia, che la rinosinusite e i suoi sintomi possono essere alleviati – se non, addirittura, prevenuti – con i rimedi che approfondiremo nel prossimo paragrafo. Seguiteci!


Terapia della rinosinusite: i rimedi farmacologici e naturali

Come si cura la rinosinusite? La risposta a questa domanda è ciò che avrà spinto molti di voi (o, almeno, così pensiamo) a leggere il nostro articolo. Fermo restando che l’ultima parola – in questo come in molti altri casi – spetti sempre al medico, vediamo come risolvere questo disturbo a partire dai rimedi naturali, per i casi più lievi, a quelli farmacologici, per i casi più severi.

Rimedi naturali per la rinosinusite

I rimedi naturali per la rinosinusite sono utili per favorire la guarigione delle forme più lievi del disturbo, nonché per coadiuvare l’azione dei farmaci veri e propri nelle forme più severe. Detto ciò, vediamoli!

Crenoterapia: le acque termali per liberare le vie respiratorie

In un precedente articolo, che trovate qui, abbiamo parlato dei benefici della balneoterapia (cioè i bagni termali) in caso di reumatismi e malattie cutanee. Le acque termali, tuttavia, sono impiegate anche nelle affezioni respiratorie, perché decongestionano le mucose e liberano le vie aeree dal catarro, favorendo l’allontanamento di patogeni, allergeni e irritanti.

Ma quali acque termali scegliere?

Le acque più indicate per la rinosinusite sono quelle sulfuree, come l’acqua di Tabiano, che – grazie alla presenza di idrogeno solforato, un gas sulfureo – fluidificano il catarro accumulatosi nei seni paranasali, riducono l’infiammazione delle mucose e regolano le risposte allergiche.

Come usare le acque termali?

Benché esistano diverse tecniche di somministrazione, in caso di rinosinusite, è preferibile nebulizzare le acque termali con la doccia nasale micronizzata (Rinowash® e analoghi) dalle 2 alle 3 volte al giorno.

Grazie a questo dispositivo, infatti, le acque termali vengono nebulizzate in goccioline di 10 micrometri di diametro, che si depositano nei seni paranasali, rimuovendo delicatamente lo sporco. Per usarlo vi basterà avere il comune aerosol a pistoni, al quale si collega attraverso l’apposito tubicino.

Potete trovare le acque sulfuree, come quella di Tabiano, in bottiglia o suddivise in comodi flaconcini da 15mL. In alternativa alle acque termali, inoltre, potete usare le soluzioni saline fisiologiche o ipertoniche.

Oli essenziali per disinfettare le vie respiratorie

Tra i rimedi naturali per la rinosinusite non potevano mancare gli oli essenziali: essi, infatti, disinfettano le vie aeree e regolano la secrezione del muco, sia in termini di quantità sia in termini di viscosità, così da inibire lo sviluppo dei patogeni e liberare i seni paranasali dal catarro.

Ma quali oli essenziali scegliere?

Tra i più indicati nelle affezioni catarrali, e quindi nella rinosinusite, vi sono gli oli essenziali di:

  • eucalipto (Eucalyptus globulus, Mirtaceae);
  • canfora (Cinnamomum camphora, Lauraceae);
  • menta (Mentha x piperita, Lamiaceae);
  • timo (Thymus vulgaris, Lamiaceae);
  • niaouli (Melaleuca quinquenervia, Mirtaceae);
  • cajeput (Melaleuca leucadendron, Mirtaceae).

Oltre ai singoli oli essenziali, inoltre, sono disponibili medicinali di automedicazione che li contengono in miscela. Tra questi, ad esempio, vi è Calyptol inalante®, contenente eucaliptolo, terpineolo ed essenze di pino, timo e rosmarino. La posologia è di 1 fiala per suffumigi, 2-3 volte al giorno, per 3 giorni.

Come usare gli oli essenziali?

La modalità di somministrazione più comune, almeno per quanto riguarda la rinosinusite, è l’inalazione a vapore o suffumigazione. Preparare i suffumigi è semplice:

  • portate all’ebollizione 1L d’acqua, dopodiché versatelo in un catino di ceramica;
  • aggiungete gli oli essenziali;
  • inalate i vapori per 5 minuti, con la testa coperta da un asciugamano, cosicché non si disperdano.

Et voilà, il gioco è fatto!

N.B. In alternativa agli oli essenziali, potete usare le droghe che li contengono, come le foglie di menta.

Ma attenzione!

Gli oli essenziali sono generalmente controindicati:

  • nei pazienti asmatici e al di sotto dei 3 anni, perché aumentano il rischio di soffocamento;
  • nei pazienti epilettici, perché possono scatenare le convulsioni.

Bromelina dell’ananas contro l’infiammazione

La bromelina è una miscela di enzimi proteolitici, estratta dal gambo d’ananas, usata nella rinosinusite per gli effetti antinfiammatori e mucolitici. Essa, infatti, frammenta le proteine del muco, fluidificandolo e favorendone l’espettorazione, e riduce la produzione di molecole infiammatorie, come la bradichinina, riducendo così l’arrossamento, il gonfiore e il dolore.

Come usare la bromelina?

La bromelina si può assumere sia nelle forme acute, sia nelle forme croniche di rinosinusite, grazie agli effetti antinfiammatori e mucolitici. È disponibile in medicinali di automedicazione come l’Ananase®, che si presenta in compresse da 40mg di bromelina. Il dosaggio è di 1 compressa 4 volte al giorno, nella fase di attacco, e di 1 compressa 2-3 volte al giorno, nella fase di mantenimento.


Cliccate qui per approfondire gli altri benefici della bromelina.


Rimedi farmacologici per la rinosinusite

Se i rimedi sopraccitati non dovessero risolvere il disturbo, potrebbero essere necessari i farmaci veri e propri. Vediamoli!

Decongestionanti per stappare il naso

I farmaci come la nafazolina (Rinazina®) liberano il naso perché riducono il calibro dei suoi capillari, la cui dilatazione è alla base della congestione nasale (cioè la sensazione di naso tappato). La nafazolina si può usare sotto forma di spray, 2-3 volte/die per non più di una settimana: l’uso prolungato, infatti, rende insensibile l’organismo ai suoi effetti. È controindicata nei minori di 12 anni.

Antibiotici per le rinosinusiti batteriche

Il trattamento di prima scelta è l’amoxicillina associata all’acido clavulanico (Augmentin®), da assumere per 10-14 giorni, sotto forma di compresse o polveri per sospensione orale. La dose è di 875mg + 125mg ogni 12 ore negli adulti e 400mg + 57mg ogni 12 ore nei bambini.

N.B. Per prevenire la diarrea indotta dall’antibiotico, è consigliabile assumere i probiotici (batteri buoni) ad almeno due ore di distanza dal farmaco, per tutta la durata della terapia.

Mucolitici per sciogliere il catarro più ostinato

L’acetilcisteina (Fluimucil®) riduce le mucoproteine in piccoli frammenti, più semplici da espettorare. Può essere assunta per via orale o per via inalatoria, alla dose di 400-600mg/die negli adulti e 200-400mg/die nei bambini, per 5-10 giorni.

N.B. L’acetilcisteina inattiva l’amoxicillina e gli altri antibiotici β-lattamici, perciò è da evitare l’assunzione contemporanea.


E con questo è tutto, cari lettori. Nella speranza che l’articolo vi sia piaciuto, e lo reputiate interessante, vi diamo appuntamento alla prossima. Non mancate!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Bibliografia e sitografia

Classe 1987, una laurea in Farmacia e la passione per la divulgazione scientifica, che ho tramutato in lavoro. Insieme a Virginia Taddei e ad Annalisa Ardesi ho fondato Inchiostro Virtuale, attraverso il quale vi coinvolgerò nelle tematiche a me più care, quelle inerenti alla salute e al benessere. Per contattarmi mandate una mail a j.zanza@inchiostrovirtuale.it

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