Il ratto di Proserpina secondo Bernini

Il ratto di Proserpina è probabilmente uno dei miti più affascinanti che vede protagonista la bella dea, rapita e costretta negli inferi.

Si racconta che avvenne per mano di Plutone, signore degli inferi, invaghito di Proserpina, figlia della dea Demetra e di Zeus.


Il ratto di Proserpina: il Mito

Secondo il mito, mentre Proserpina raccoglieva fiori, venne rapita da Plutone che la portò con sé nel suo regno oscuro. Demetra cercò la figlia in ogni angolo della terra, per nove giorni e nove notti, invano. Fu il Sole, alla fine, a rivelarle la sorte dell’amata figlia.

Impazzita dal dolore per aver perso la figlia, Demetra, dea del grano e dell’agricoltura, lasciò marcire tutti i frutti della terra, dimenticando i suoi doveri e a nulla valsero le suppliche e le lusinghe degli altri dèi.

Giove, dunque, ordinò a Plutone di restituire Proserpina alla madre ed il signore degli inferi obbedì, almeno in parte. Infatti lasciò andare la giovane, dandole però dei chicchi di melagrana da mangiare, che avrebbero avuto il potere di legarla a lui per sempre, e così fu.

Demetra, dunque, chiese a Giove di poter avere con sé la figlia, sulla terra, per un periodo dell’anno ed il padre degli dèi acconsentì. A Proserpina fu concesso di trascorrere sei mesi sulla terra con la madre, la quale per la gioia faceva sì che la terra germogliasse, e sei mesi col suo sposo, negli inferi. I sei mesi che Proserpina trascorreva sulla terra rappresentavano la primavera e l’estate, i restanti sei mesi passati negli inferi rappresentavano invece autunno ed inverno.

Questa è la storia del ratto di Proserpina a grandi linee, è ovvio, perchè ci sarebbe parecchio da dire.

La nostra Cristina ha dedicato un articolo a Persefone (Proserpina) ed al suo rapimento.
Curiosi? Lo trovate qui!


Il ratto di Proserpina secondo Bernini

Vi starete chiedendo cosa c’entri questo mito con l’arte e, a dire la verità, c’entra parecchio, perché in suo onore, Bernini – uno dei più grandi artisti della storia – scolpì un gruppo scultoreo dal titolo, appunto, Il Ratto di Proserpina, che per magnificenza forse non ha eguali.

il ratto di proserpina

Il ratto di Proserpina, Gian Lorenzo Bernini (1621-1622)

Le due statue rappresentano Plutone nell’atto di rapire Proserpina e la giovane che tenta di fuggire.

La perfezione di quest’opera è visibile ancora di più nei dettagli precisi, impeccabili, che quasi animano le statue. Ad esempio, quello della mano di Plutone che tiene saldamente Proserpina rende bene il concetto poco prima espresso: le dita di lui impresse sulla pelle di lei, a crearne i solchi come avverrebbe se lei fosse fatta di carne invece che di marmo, sono qualcosa di straordinario, come straordinaria è la precisione e la tecnica necessarie a creare un simile capolavoro.

il ratto di proserpina

Il ratto di Proserpina, Gian Lorenzo Bernini (particolare)


Proserpina o Persefone?

È ben noto il ratto di Proserpina, meno quello di Persefone, senza dubbio, eppure parliamo della stessa dea, il cui nome cambia a seconda del culto: Proserpina per i romani, Persefone per i greci e questo vale un po’ per tutti gli dèi, sebbene tra i due culti possano esserci delle sottili differenze, tanto da rendere le due versioni dello stesso dio, o dea, leggermente diverse.

il ratto di proserpina

Persephone (Museo archeologico di Creta)


Il Signore degli Inferi

Dunque, se per i romani fu Plutone a rapire Proserpina, per i greci fu Ade e beh, la sostanza non cambia. Ade non era proprio un simpaticone, a meno che non lo identifichiate con quello del cartone animato della Disney, Hercules (quello sì che era uno spasso!).

Non vi sono molte opere di rilievo in onore di Ade, il cui culto era riservato in casi particolari e solo nelle ore notturne. Venivano a lui sacrificati tori neri o pecore nere e chi effettuava il sacrificio, doveva farlo voltando la testa o tenendo gli occhi chiusi, perché secondo il mito chiunque avesse guardato il signore degli inferi, senza il suo permesso, sarebbe morto all’istante.

Un vero signore oscuro, crudele e senza cuore, insomma? A quanto pare no. Nelle rare rappresentazioni, viene mostrato come serio, freddo e burbero, ma mai cattivo, pare infatti non avesse un’indole crudele.

il ratto di proserpina

Ade (Museo Nazionale Romano)

Fratello di Poseidone e Zeus, contribuì alla morte del padre, Crono, avvenuta materialmente per mano di Zeus, che ottenne di dominare sui cieli. Poseidone divenne signore dei mari e a lui rimase come premio il regno degli inferi, un posticino non proprio accogliente, nel quale lui però sembrava vivere piuttosto bene. Pare infatti che non abbandonasse mai il suo regno se non costretto da eventi eccezionali, come ad esempio il ratto della sua futura sposa.


Il ratto di Proserpina oltre Bernini

Tra gli artisti che hanno reso omaggio a questo mito, troviamo Rembrandt nella cui opera, Il ratto di Proserpina appunto, vediamo la giovane trascinata via dal dio sul suo carro infernale.

il ratto di proserpina Rembrandt

Il ratto di Proserpina, Rembrandt (1632 circa)

Luca Giordano offre invece un scena più nitida, ma decisamente più affollata del rapimento della giovane.

il ratto di proserpina Luca Giordano

Il ratto di Proserpina, Luca Giordano (1684-1686)


Che dire, al ratto di Proserpina sono state dedicate opere, sonetti e perfino libri e, nell’immaginario, piace pensare che Ade fosse l’oscuro signore delle tenebre, capace però di amare davvero la sua sposa che, alla fine, imparò ad amarlo a sua volta. Un finale quasi lieto, per uno dei miti più conosciuti e che ha ispirato una delle opere più belle della storia dell’arte.


Nella remota ipotesi in cui non conosciate il mitico Ade del disneyano Hercules, eccovene un assaggio qui


Alla prossima!

Serena Aiello

Studentessa a tempo pieno, lettrice vorace e scrittrice per diletto. Raramente mi interesso ad un solo argomento, mi piace scoprire nuove cose e mi piace confrontare le mie idee con quelle degli altri, cosa che spero accadrà con i miei articoli.
Potete contattarmi scrivendo a s.aiello@inchiostrovirtuale.it

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