Parole bisillabiche: esistono anche in cinese

Uno degli errori più comuni di chi non ha mai studiato il cinese, è pensare che ad ogni carattere corrisponda una parola. In realtà in cinese esistono anche le parole bisillabiche e polisillabiche.

Perché è così importante conoscere l’esistenza delle parole bisillabiche? La risposta è fin troppo ovvia: per dare un senso logico al testo che si ha davanti. Chi si pone questa domanda dimentica, o non sa, che i cinesi, al di là della punteggiatura, non utilizzano alcuno spazio tra una parola e l’altra. Se leggessimo carattere per carattere, il più delle volte ci ritroveremmo con frasi senza senso.


Come sempre vi rimando ai vecchi articoli per capire meglio tutto ciò che riguarda i caratteri, dalla scrittura alla pronuncia. Vi basta cliccare sulle rispettive parole in blu.

Oggi prendiamo ad esempio il carattere (xué, studiare), che riproporrò nel testo:

  • carattere: 学 non è un ideogramma ma un composto fonetico. Nell’articolo troverete maggiori dettagli su cosa significhi;
  • pinyin: la x di “xue” viene letta come il “ch” tedesco, la u come la “u” francese, e la “e” come in italiano. Nell’articolo potrete sentire l’audio per ogni lettera;
  • toni: il segno sulla “e” non è un accento ma un tono. Significa che la sillaba deve essere pronunciata con una tonalità ascendente. Nell’articolo troverete la spiegazione e l’audio di ogni tono;
  • tratti: 学 è formato da 8 tratti. Nell’articolo scoprirete come scrivere ognuno di essi;
  • ordine dei tratti: deve essere scritto sempre in quest’ordine: 丶丶丿丶乛乛㇁一. Nell’articolo troverete le linee guida per scrivere correttamente ogni carattere;
  • radicali: il radicale del carattere è 子 (bambino). Nell’articolo troverete maggiori informazioni sulla funzione di questi componenti;
  • componenti fonetici: il componente 龸 fornisce il suono “xue” al carattere. Nell’articolo scoprirete quando è possibile intuire il suono dei caratteri;
  • caratteri tradizionali: la scrittura tradizionale del carattere è 學. Nell’articolo potete capire come e perché si è arrivati a quella semplificata.

Distinguere le parole

Per capire un testo, quindi, la prima cosa da fare è quella di identificare le diverse parole. Prima, però, facciamo un tentativo provando a tradurre una frase carattere per carattere.

Ad esempio:

小学生和中学生在学校学习文学。

Pretendendo di tradurre carattere per carattere, il significato della frase sarebbe questo;

  • piccolo studiare nascere e mezzo studiare nascere in studiare scuola studiare praticare cultura studiare.

Beh, sicuramente avrete capito che la frase c’entra con lo studiare, ma non ha molto senso. Proviamo però a distinguere le varie parole presenti.

小学生中学生学校学习文学

Le parole, che ho già suddiviso con diversi colori, sono:

小学生 (xiǎoxuéshēng, studente di scuola elementare)
(hé, e)
中学生 (zhōngxuéshēng, studente di scuola media)
(zài, a/in)
学校 (xuéxiào, scuola)
学习 (xuéxí, studiare)
文学 (wénxué, letteratura)

Per cui il significato della frase sarà:

  • gli studenti delle scuole elementari e medie studiano letteratura a scuola.

Come fare per capire quando inizia una parola e finisce l’altra? L’unico modo è quello di conoscerne il più possibile. Con un vocabolario limitato si rischia di perdere il significato di molte frasi.

Ad esempio, nella frase precedente ho utilizzato le parole 小学生 e 中学生. Tra le prime parole che si imparano in cinese, troviamo invece:

学生 (xuéshēng, studente), (xiǎo, piccolo) e  (zhōng, mezzo/centro).

Si potrebbe, quindi, pensare che in quella frase le due parole vogliano dire “piccolo studente” o “mezzo studente”.

In realtà 小学 (xiǎoxué) e 中学 (zhōngxué) significano rispettivamente “scuola elementare” e “scuola media”. L’aggiunta del carattere  (di 学生) alle due parole, identifica dunque gli studenti di quegli istituti.


Oppure prendete la parola 马上 (mǎshàng, subito/immediatamente), intraducibile se non la si conosce, visto che è formata dai caratteri   (mǎ, cavallo) e  (shàng, sopra).


Siete curiosi di sapere com’è organizzata la scuola cinese? Ne ho parlato qui!


I cinesi usano la stessa parola per crisi e opportunità?

Se anche voi siete grandi appassionati dei Simpson come me, probabilmente ricorderete questo sketch:

Nel video Lisa, con una frase utilizzata anche da diversi presidenti statunitensi, afferma che “i cinesi usano lo stesso termine sia per crisi che per opportunità”. Inutile dire che quando ho iniziato a studiare questa lingua, una delle mie curiosità più grandi è stata quella di scoprire quale fosse questa parola. Ve lo state chiedendo anche voi? Beh, non esiste! In realtà si tratta di un’errata convinzione che riguarda proprio le parole bisillabiche.

L’affermazione sbagliata, per spiegarla meglio, afferma che “crisi”, in cinese, sia una parola bisillabica che contiene sia il carattere di “pericolo” che quello di “opportunità”. Per i personaggi illustri che l’hanno utilizzata è particolarmente famosa, tanto che anche Wikipedia dedica una pagina all’argomento. In ogni caso vi fornisco qualche esempio supplementare!

La parola incriminata è 危机 (wēijī, crisi), in cui 危 dovrebbe significare “pericolo” e 机 “opportunità”.

  •  (wēi) significa veramente “pericolo/mettersi in pericolo”. Tra le parole con cui viene utilizzato troviamo:

危险 (wēixiǎn, pericolo/pericoloso), 危急 (wēijí, critico/situazione disperata), 危害 (wēihài, danno/danneggiare).

  •  (jī), invece, tra i tanti significati con i quali può essere associato non c’è assolutamente quello di “opportunità”. Il più comune è invece quello di “macchinario”. Vediamo infatti alcune delle parole con cui viene usato (in corsivo il significato letterale dei due caratteri singoli):

飞机 (fēijī, aereo – volare macchinario), 手机 (shǒujī, telefono cellulare – mano macchinario), 司机 (sījī, autista – gestire macchinario)

La parola che indica “opportunità” è 机会 (jīhuì), la quale assume tale significato solo in quanto parola bisillabica e non considerando i singoli caratteri.


Come vengono formate le parole bisillabiche

A questo punto possiamo vedere alcuni dei meccanismi che portano alla formazione, e soprattutto al significato, delle parole bisillabiche. Tra quelle già viste avete già potuto apprezzare, così come in tanti altri aspetti, la grande logica della lingua cinese.


  • Caratteri con significato identico

In questo caso si ha una nuova parola che, a sua volta, ha lo stesso significato di quelle che la compongono. Probabilmente vi starete chiedendo che senso ha questa costruzione. Semplicemente, così facendo, è possibile ridurre la confusione nella lingua parlata dovuta dagli omofoni.

Ad esempio:

美丽 (měilì, bella), formato dai caratteri (měi, bella) e  (lì, bella);
肥胖 (féipàng, grasso), formato dai caratteri (féi, grasso) e  (pàng, grasso).


  • Caratteri con significato opposto

I significati specifici e contrari, dei due caratteri singoli, concorrono a formare quello generale della parola bisillabica.

Ad esempio:

买卖 (mǎimài, commercio), formato dai caratteri (mǎi, comprare) e  (mài, vendere);
开关 (kāiguān, interruttore), formato dai caratteri  (kāi, aprire) e (guān, chiudere).


  • Combinazione di verbo e oggetto

Questo tipo di unione non porta ad un unico significato valido per tutti, ma varia da caso a caso. Considerandone solo alcuni, queste parole bisillabiche:

  • identificano la correlazione tra i due caratteri;

牙疼 (yáténg, mal di denti), formato dai caratteri (yá, dente) e  (téng, dolore);

  • evidenziano la funzione del nuovo oggetto. Abbiamo già visto l’esempio di:

飞机 (fēijī, aereo), formato dai caratteri  (fēi, volare) e  (jī, macchinario);

  • rappresentano l’obiettivo risultante dalle due parole:

读书 (dúshū, studiare), formato dai caratteri  (dú, leggere) e  (shū, libro).


  • Aggiunta del carattere 子

Molte parole bisillabiche vengono formate con il carattere 子 (zi). Quest’ultimo è un suffisso senza alcun significato ma, come avviene per altri casi, serve principalmente per ridurre la presenza di omofoni.

Attenzione a non confondere il carattere 子 (zi) con l’identico carattere pronunciato al terzo tono: 子 (zǐ, bambino).

Ad esempio:

猴子 (hóuzi, scimmia), formato dai caratteri (hóu, scimmia) e  (zi);
鞋子 (xiézi, scarpe), formato dai caratteri  (xié, scarpe) e  (zi).


Parole polisillabiche

Ma le parole cinesi possono essere composte anche da più di due caratteri. Il caso più banale è quello in cui si unisce un carattere singolo ad una parola bisillabica.

Ad esempio:

服务员 (fúwùyuán, cameriere), formato dalle parole 服务 (fúwù, servizio) e  (yuán, membro/impiegato);
肚子疼 (dùziténg, mal di pancia), formato dalle parole 肚子 (dùzi, pancia) e  (téng, dolore)

Altri esempi di parole polisillabiche sono:

红绿灯 (hónglǜdēng, semaforo), formato dai caratteri  (hóng, rosso), 绿 (lǜ, verde) e  (dēng, lampada);
公共汽车 (gōnggòngqìchē, autobus), formato dalle parole 公共 (gōnggòng, pubblico) e 汽车 (qìchē, auto).


Insomma, abbiamo visto che le parole bisillabiche esistono eccome nella lingua cinese. L’ultima che vi propongo in questo articolo, e di cui vi ho già parlato qui, è formata dai caratteri 再 (zài, di nuovo) e 见 (jiàn, vedere): 再见 (zàijiàn, arrivederci)!

Classe 1986. Sono laureato in Scienze dell’Amministrazione e ho conseguito un Master in “Relazioni Industriali nel lavoro privato e pubblico”.
All’università ho scoperto la lingua cinese ed è stato amore a prima vista, tanto che da allora ho continuato a studiarla da autodidatta.
Nel blog, oltre a parlarvi della cultura cinese, cercherò di rendervi più familiare una delle lingue più incomprensibili per antonomasia.
Potete contattarmi scrivendo a: m.bruno@inchiostrovirtuale.it

Ti è piaciuto? Condividilo!

Comments are closed.