Miele di corbezzolo: proprietà e usi del miele amaro

Gli estimatori dei prodotti tipici si preparino, perché nell’articolo parleremo di un’eccellenza sarda per veri intenditori: il miele di corbezzolo!

Il miele di corbezzolo, infatti, è un prodotto di nicchia che non tutti i palati riescono ad apprezzare, proprio perché si discosta notevolmente dai mieli più classici, in quanto ad aroma. Perciò dimenticate la dolcezza del Millefiori (amato persino dai bambini!) e fate spazio al gusto amaro, astringente e persistente di questo miele pregiato che, come vedremo più avanti, riserva delle piacevoli sorprese in cucina.


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Ma in realtà, i motivi che ci hanno portato a scrivere del miele amaro, sono ben altri!

Recenti studi, infatti, ne hanno messo in luce le potenzialità antitumorali rispetto al miele di Manuka, tra i mieli più rinomati e studiati al mondo (Afrin et al., 2017). Prima di scendere nei dettagli, però, ci sembra doveroso partire ab ovo, cioè dalle sue origini e caratteristiche. Siete pronti, dunque? Iniziamo!


Miele di corbezzolo: origini e caratteristiche principali

Il miele amaro deriva dal nettare dei fiori di corbezzolo, o Arbutus unedo, un arbusto sempreverde della famiglia delle Ericaceae. E poiché la pianta fiorisce in autunno, tra ottobre e novembre, ne consegue che, la produzione del miele unifloreale, è significativa solo nelle regioni in cui le api sono operative in questo periodo: la Sardegna in primis e, se l’annata è favorevole, la Toscana (Mieli d’Italia).

Le temperature autunnali, tuttavia, sono più basse di quelle primaverili, perciò le api non riescono a concentrare il miele col solo battito d’ali. Di conseguenza, spetta all’apicoltore correggere l’umidità per prevenire la fermentazione del miele, il che ne giustifica i costi elevati. Il miele amaro, infatti, costa da 4 a 8 volte in più rispetto agli altri!

Cliccate qui per leggere l’articolo sulle bacche di corbezzolo: proprietà, benefici e usi culinari.


Ma come si presenta il miele amaro? 

Vista la rapida cristallizzazione, il miele di corbezzolo assume, spesso e volentieri, un aspetto cremoso e finemente granulato, di un bel color nocciola con sfumature grigio-verdi; allo stato liquido, invece, è ambrato. Del gusto abbiamo già parlato, mentre il profumo è pungente, spesso descritto simile a quello dei fondi di caffè, e rappresenta anch’esso un tratto distintivo del miele amaro. Ma l’aroma non è l’unica cosa che lo contraddistingue!

Vogliamo parlare della sua composizione?

Come tutti i mieli unifloreali, cioè ottenuti da una singola specie botanica, anche il miele di corbezzolo possiede dei composti identificativi (marker).

Ma quali sono questi marker? 

Li vediamo subito:

  • acido omogentisico,
  • c,t-ABA o acido (±)-2-cis,4-trans-abscissico,
  • t,t-ABA o acido (±)-2-trans,4-trans-abscissico,
  • unedone,
  • α-isoforone,
  • β-isoforone,
  • 4-oxoisoforone. 

Eccoli rappresentati nell’immagine sottostante, tratta da Molecules.

Marker di origine botanica del miele di corbezzolo.

Miele di corbezzolo: marker di origine botanica (Credits: Molecules).

Tra essi, tuttavia, l’acido omogentisico non solo è il più abbondante, ma è anche quello con maggiori proprietà antiossidanti. Pensate che, negli studi in vitro, ha protetto le LDL dall’ossidazione, un processo chiave nella formazione delle placche aterosclerotiche (Rosa et al., 2011).


Ma ora, veniamo alla questione accennata in partenza!

Potenzialità antitumorali del miele di corbezzolo: uno studio in vitro

In un recente studio, pubblicato su IJMS, Afrin e colleghi hanno valutato gli effetti del miele amaro sul cancro colonrettale. Questo tumore, il secondo più diffuso in Europa, ha un tasso di sopravvivenza limitato (circa cinque anni) proprio per il fatto che le sue cellule sono resistenti ai farmaci in uso. E il miele, ricco di sostanze con proprietà antiproliferative e citotossiche, può rappresentare un buon punto di partenza per lo sviluppo di farmaci antitumorali.

Nella loro ricerca, dunque, gli autori hanno studiato la composizione fitochimica e le attività citotossiche di cinque campioni di miele amaro provenienti dalle zone di Berchidda, Luras, Monti, Sadali e Olbia, in Sardegna, rispetto al miele neozelandese di Manuka. Quest’ultimo, infatti, è tra i mieli più studiati ed è l’unico sul quale esistono dei dati circa gli effetti citotossici verso il tumore colonrettale, perciò è stato preso come standard di riferimento. Ma ora, bando alle ciance e vediamo cos’hanno scoperto!

Analisi fitochimica e capacità antiossidante totale (CAT)

Dalle analisi è emerso che, il miele di corbezzolo di Berchidda, è il più ricco di polifenoli totali (TPC), espressi come equivalenti di acido gallico (GAE), e flavonoidi totali (TFC), espressi come equivalenti di catechine (CAE). Il miele di Manuka, invece, è al secondo posto, mentre i campioni prelevati dalle altre località sarde sono al 3° (Monti), 4° (Luras), 5° (Sadali) e 6° posto (Olbia).

Miele di corbezzolo - tabella con i valori di polifenoli totali e flavonoidi totali dei mieli analizzati (Credits: IJMS).

Contenuto di polifenoli totali e flavonoidi totali dei campioni esaminati. Il miele di corbezzolo di Berchidda si piazza al primo posto, con un contenuto di polifenoli totali pari a 1,00 ± 0,02g GAE/kg e un contenuto di flavonoidi totali pari a 180,20 ± 2,69mg CAE/kg (Credits: IJMS).

Questi risultati, in linea con quelli ottenuti da studi precedenti, suggeriscono un potenziale antiossidante del miele amaro, legato appunto al contenuto di polifenoli totali e del loro sottogruppo, i flavonoidi. E, infatti, le analisi valutanti la capacità antiossidante totale (CAT), cioè FRAP, TEAC e DPPH, hanno evidenziato che il miele di Berchidda ha una CAT significativamente maggiore rispetto al miele di Manuka e agli altri mieli amari. Lo vediamo qui di seguito, nella tabella estrapolata da IJMS.

Miele di corbezzolo - tabella mostrante la capacità antiossidante totale dei campioni esaminati.

Capacità antiossidante totale (CAT) dei campioni esaminati. Il miele di Berchidda è al primo posto in tutte le analisi (Credits: IJMS).

Effetti citotossici dei mieli di Berchidda e Manuka a confronto

Alla luce di questi risultati, dunque, gli autori hanno studiato gli effetti citotossici del miele di Berchidda, rispetto al miele di Manuka.

Gli effetti, in particolare, sono stati valutati con l’analisi MTT (e successivamente con la TALI®) su due linee cellulari:

  • HCT-116 (cellule tumorali del colon umano);
  • LoVo (cellule delle metastasi).

Le colture sono state trattate con diverse concentrazioni di miele amaro e di Manuka, per tenere conto della variabilità in polifenoli e CAT, per 24, 48 o 72 ore. Le concentrazioni, inoltre, erano più alte per le LoVo (più maligne delle HCT-116) ed erano comprese tra 3-20mg/mL per le HCT-116 e 5-60mg/mL per le LoVo.

Dall’analisi MTT è emerso che entrambi i mieli riducono la sopravvivenza delle cellule tumorali, in modo dipendente dalla concentrazione e dal tempo, ma il miele di Berchidda lo fa a concentrazioni inferiori. Il miele di corbezzolo, dunque, è un citotossico più potente rispetto al miele di Manuka, come dimostrato dai valori di IC50.

Ricordiamo che l’IC50 è la concentrazione necessaria per inibire lo sviluppo del 50% delle cellule tumorali. Perciò minore è il valore di IC50, maggiore sarà l’effetto citotossico del miele. 
I grafici ci mostrano chiaramente la % di cellule sopravvissute, in funzione della concentrazione e del tipo di miele, nonché del tempo.

Il primo grafico si riferisce agli effetti sulle HCT-116.

Miele di corbezzolo - IC50 per HCT-116.

Effetti sulla sopravvivenza delle HCT-116. Il miele di corbezzolo è più potente rispetto a quello di Manuka, con valori di IC50 pari a 13,34mg/mL vs 22,08 (24h), 9,48mg/mL vs 15,11 (48h) e 8,76mg/mL vs 13,38 (72h). Credits: IJMS.

Il secondo grafico, invece, si riferisce agli effetti sulle LoVo. Possiamo notare che, per entrambi i mieli, i valori sono superiori a quelli del grafico precedente, proprio perché le cellule metastatiche sono più difficili da combattere.

Miele di corbezzolo - Ic50 per LoVo.

Effetti sulla sopravvivenza delle LoVo. Il miele di corbezzolo è più potente rispetto a quello di Manuka, con valori di IC50 pari a 48,81mg/mL vs 62,86 (24h), 34,55mg/mL vs 40,97 (48h) e 19,88mg/mL vs 13,38 (72h). Credits: IJMS.

Questi, però, sono gli effetti sulle cellule tumorali. E su quelle sane?

È interessante notare come entrambi i mieli siano risultati tossici per le cellule tumorali, ma non per quelle sane. Essi, infatti, hanno ridotto la sopravvivenza delle cellule normali solo a concentrazioni elevate (20mg/mL il miele amaro e 50mg/mL quello di Manuka) e dopo 72 ore. E questo è un fatto di notevole importanza, se si considera la difficoltà dei farmaci antitumorali di distinguere le cellule malate da quelle sane. Ma vediamo il grafico!

Miele di corbezzolo - grafico di sopravvivenza delle cellule sane.

Effetti sulla sopravvivenza delle cellule sane. Il miele di corbezzolo (STH) è risultato citotossico dopo 72 ore, alla concentrazione di 20mg/mL. Credits: IJMS.

Ma in che modo agisce il miele di corbezzolo?

Secondo gli autori potrebbe essere coinvolto il danno da radicali liberi, come suggerito dall’aumento delle ROS intracellulari.

Le ROS, infatti, sono radicali liberi particolarmente aggressivi che possiedono una duplice natura: se da un lato favoriscono lo sviluppo dei tumori, danneggiando il DNA delle cellule sane, dall’altro possono sopprimere lo sviluppo delle cellule tumorali e ucciderle.

Dalle analisi è emerso che entrambi i mieli aumentano le ROS nelle cellule HCT-116 e LoVo, in modo concentrazione e tempo dipendente, ma mentre il miele di Manuka era più attivo verso HCT-116 (+22% ROS, dopo 20mg/mL per 48h), il miele di corbezzolo era più attivo verso le LoVo (+38% ROS, dopo 20mg/mL per 48h). Vediamo il primo grafico, relativo agli effetti sulle HCT-116.

Miele di corbezzolo - produzione delle ROS nelle HCT-116 indotta dal miele.

Produzione delle ROS nelle HCT-116. La concentrazione massima (+22%) si è osservata dopo 48 ore di trattamento col miele di Manuka (MH). Credits: IJMS.

E ora passiamo al secondo, relativo alle LoVo, dove il miele di Berchidda ha avuto la meglio!

Miele di corbezzolo - Produzione delle ROS nelle LoVo.

Produzione delle ROS nelle LoVo. Il miele di corbezzolo, alla concentrazione di 20mg/mL e dopo 48 ore, ha aumentato le ROS del 38%. Credits: IJMS.

Lo studio, quindi, dimostra che il miele di corbezzolo è un citotossico più potente rispetto al miele di Manuka, probabilmente perché più ricco di polifenoli. Benché promettenti, tuttavia, questi dati derivano da colture cellulari, perciò non sono predittivi degli effetti sull’uomo. Gli stessi autori, inoltre, sono al lavoro per chiarire il meccanismo di azione del miele amaro, la cui comprensione potrebbe facilitare lo sviluppo di farmaci contro il cancro colonrettale.


E con questo siamo agli sgoccioli! Prima di salutarci, però, vediamo come utilizzare il miele di corbezzolo in cucina!

Miele amaro: come usarlo in cucina?

E già, perché il miele di corbezzolo, per via del gusto amaro e astringente, non può di certo essere usato come dolcificante! Possiamo, tuttavia, abbinarlo a particolari alimenti per metterne in risalto il gusto o per non alterarlo. Nel primo caso, quindi, si abbina per contrasto, mentre nel secondo per affinità. Vediamo di cosa si tratta!

Abbinamenti per contrasto

Il miele amaro è ottimo per esaltare il sapore di alimenti grassi o dolci, come:

  • formaggi stagionati (come il pecorino) e freschi (come robiola e mascarpone);
  • la ricotta ovina;
  • il lardo di Colonnata;
  • la cotenna del maialino sardo (su porceddu);
  • macedonie di frutta;
  • gelati e mousse al cioccolato;
  • dolci tipici sardi come le seàdas, ripiene di formaggio e scorze di agrumi, e torroni speciali.

A proposito di formaggi, cliccate qui per sapere come servirli a tavola!


Abbinamenti per affinità

Abbinato ad alimenti amari o astringenti, il miele di corbezzolo è delizioso e non ne altera il sapore. Tra questi:

  • vegetali amari, come carciofi, cardi, radicchio, rucola e cicoria;
  • caffè e tè verde;
  • decotti a base di radici e cortecce.

E con questo è tutto, cari lettori. E voi, proverete il miele di corbezzolo? Se l’articolo vi è piaciuto, e lo reputate interessante, consigliatelo ai vostri amici. Alla prossima!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Per conoscere gli altri benefici del miele, invece, cliccate qui!


Bibliografia e sitografia

Classe 1987, una laurea in Farmacia e la passione per la divulgazione scientifica, che ho tramutato in lavoro. Insieme a Virginia Taddei e ad Annalisa Ardesi ho fondato Inchiostro Virtuale, attraverso il quale vi coinvolgerò nelle tematiche a me più care, quelle inerenti alla salute e al benessere. Per contattarmi mandate una mail a j.zanza@inchiostrovirtuale.it

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