La Madonna, rappresentazioni tra arte e culto

Madonna, Vergine Maria, Immacolata sono solo alcuni dei nomi con cui Maria di Nazareth viene identificata.

Quando pensiamo alla Madonna, ci viene in mente velata di azzurro, con un viso dolce ed etereo, l’immagine classica della Vergine Maria. Ebbene, in realtà esistono molte, moltissime “rivisitazioni” dell’immagine della Madonna ed alcune sono diametralmente opposte all’icona classica a cui siamo abituati. Vediamone alcune!


La Madonna di Antonello da Messina

Iniziamo da una delle rappresentazioni più classiche ed iconiche, quella di Antonello da Messina.

Madonna

“Annunciazione” di Antonello da Messina, 1475 (Palazzo Abatellis, Palermo)

Nel quadro Annunciazione, Maria riempie lo spazio per intero. La figura è quasi completamente in azzurro e lo sfondo nero alla sue spalle non fa altro che risaltarne la figura, rendendola a tratti più luminosa; eppure, forse per via della sue espressione neutra, ci appare distante, pensierosa.

Madonna

“Annunciazione” di Antonello da Messina (particolare)


La Madonna di Munch

Edvard Munch ha sempre avuto una visione molto particolare delle cose, per non dire unica, ecco perché la sua Madonna non poteva essere da meno.

Madonna Much

“Madonna” di Edvard Munch, 1895 (Hamburger Kunsthalle, Amburgo)

Decisamente diversa da quella di Antonello da Messina, la Madonna di Munch riempie lo spazio con tutto il corpo ed è un perfetto mix tra sacro e profano, senza dubbio. Maria ci appare sensuale nella sua posa, nuda fino ai fianchi, capace di catturare lo sguardo dello spettatore. La pennellata di rosso sul suo capo sta a rappresentare una sorta di aureola, anche in questo caso decisamente profana.


La Madonna di Fouquet

Abituati come siamo alle rappresentazioni più classiche della Vergine col bambino, questa di Jean Fouquet salta decisamente all’occhio.

Madonna del latte

Particolare del “Dittico del Melun” di Jean Fouquet, 1450 (Koninklijk Museum voor Schone Kunsten, Anversa)

Fa parte di quello che viene chiamato Dittico di Melun ed è un’opera divisa in due parti, una terrena dove sono rappresentati Santo Stefano ed Etienne Chavalier, che altri non era che il commissionante dell’opera, ed una celeste quella appunto con protagonista la Madonna.

Dimenticate le immagini più classiche, qui Maria ci appare con la pelle lattea, quasi d’avorio, seduta su un trono e con in braccio Gesù. Un seno è scoperto ad indicare che sta per allattarlo. Per questo (e probabilmente anche per il colore della pelle) è conosciuta anche come la Madonna del latte.

I colori predominanti sono il bianco delle due figure, il blu dell’abito di lei ed il rosso dei cherubini dietro entrambi. Questi colori stanno a richiamare la sapienza e l’amore di Dio, eppure non possiamo che restare un momento spiazzati da questa visione decisamente poco classica.

Insomma, è solo una mia impressione, oppure, in un primo momento, i cherubini rossi somigliano più a piccoli diavoli?


La Madonna della tenerezza

La Theotokos di Vladimir, nota anche come la Madonna della tenerezza è una rappresentazione venerata in Russia, dove è conosciuta come la Vladimirskaya.

Madonna

Madonna di Vladimir, XII secolo (Cattedrale della Dormizione, Vladimir)

L’autore dell’opera è sconosciuto, si sa solo che è stata dipinta intorno al XII, probabilmente a Costantinopoli ed una leggenda ne racconta le origini. Si dice, infatti, che fu trasportata in un carro trainato da cavalli nella città di Vladimir e che, una volta giunti, i cavalli si rifiutarono di lasciare la città, impedendo quindi alla Madonna di continuare il suo cammino.

Il fatto venne interpretato come il volere dalla Vergine stessa, che dunque rimase a Vladimir, conservata nella cattedrale della Dormizione e venne conosciuta da allora come la Madonna di Vladimir. È una delle immagini più iconiche, conosciute e riprodotte della Vergine Maria col bambino.


La Madonna nera

La Madonna nera sembra avere un culto a sé e certamente è assai particolare. Tra le più note rappresentazioni vi è quella di Czestochowa, in Polonia, dove vi è un vero e proprio culto della Madonna nera.

Madonna nera

L’opera ritrae la Vergine Maria assieme a Gesù in un’immagine che potremmo definire classica. La particolarità dell’opera, se tale può davvero definirsi, è appunto il fatto che il colore della pelle di entrambi è scuro, il che la rende particolare ed affascinante.

Sebbene, in alcuni casi, la pelle scura venga attribuita all’effetto del passare del tempo sulla pigmentazione, o ancora al fumo prodotto dalle candele accese, c’è da dire che, di base, il culto della Madonna nera ha origini da San Luca, che attribuiva il nero del volto al dolore, dunque le Madonne nere non sono altro che Madonne addolorate.

Il culto della Madonna nera è praticamente presente in quasi tutto il mondo, specialmente in America Latina. Rappresentazioni della Madonna nera sono presenti anche in Italia. A Tindari in Sicilia, per esempio, o la Beata Maria Vergine del Soccorso, a San Severo in Puglia.

Madonna

Madonna del Soccorso, San Severo


Si conclude qui questo viaggio alla scoperta di alcune delle rappresentazioni meno classiche di Maria. A prescindere dal fatto che siate molto credenti o no, vi voglio consigliare la visione del film Nativity, che narra ampiamente della vita di Maria. Al di là della fede, ritengo sia un film capace di catturare l’attenzione. Il trailer lo trovate qui.


A proposito di Natività, ho dedicato un articolo proprio alla Natività di Gesù, ovviamente dal punto di vista artistico. Se ve lo siete persi, lo trovate qui.


Alla prossima!

Serena Aiello

Studentessa a tempo pieno, lettrice vorace e scrittrice per diletto. Raramente mi interesso ad un solo argomento, mi piace scoprire nuove cose e mi piace confrontare le mie idee con quelle degli altri, cosa che spero accadrà con i miei articoli.
Potete contattarmi scrivendo a s.aiello@inchiostrovirtuale.it

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