Immagini infografiche, l’arte di schematizzare la conoscenza

Le immagini infografiche (o più semplicemente infografiche) sono ormai estremamente diffuse. Di recente ne ho trovata una in un articolo web, ad esempio, che schematizza le nove sfumature di intelligenza.
Ho utilizzato per anni la lavagna bianca dell’ufficio per sintetizzare idee, architetture web, piani operativi. Con l’arrivo dei cellulari con macchina fotografica integrata ho saltato poi il passaggio della ricopiatura su Power Point, preferendo condividere con  i colleghi direttamente la foto. Non lo sapevo, ma erano infografiche a pieno titolo, per quanto rudimentali.
Oltre a lavagna e pennarelli, quali strumenti si possono utilizzare per realizzare delle immagini infografiche di qualità?


Cosa sono le infografiche?

Partiamo proprio dalle Nove sfumature di intelligenza dell’articolo appena citato:

L’immagine riporta la sintesi del tema, e lo fa mediante un linguaggio grafico, fatto di simboli, colori, testi, disposizione. Le infografiche sono esattamente questo.

Il termine è recente, ne ho colto l’esistenza non più di una decina di anni fa, ma il concetto è antico.

Quando nascono le infografiche?

Il video-racconto del sito Easel.ly è istruttivo: i graffiti nelle caverne sono stati la prima forma di comunicazione documentata, disponibile all’uomo primitivo prima ancora che fossero concepite forme di trascrizione testuale. Allo stesso modo, i geroglifici egizi erano — almeno inizialmente — più vicini a un’infografica che a una trascrizione fonetica del linguaggio.

Per vedere i primi oggetti grafici che ci sono familiari oggi, occorre attendere a fine del ‘700 lo scozzese William Playfair che, precorrendo Excel di duecento anni, riesce a rendere commestibile la statistica mediante diagrammi a linee, a barre, a torta.

Con lo sviluppo dell’informazione su stampa cresce anche la necessità di sintetizzare e rendere comprensibili informazioni complesse. Questo processo attraversa tutto il ‘900 fino a che, con l’avvento dell’informatica, e quindi con la possibilità di creare infografiche in modo molto più rapido e semplice, si rende necessario sistematizzare anche quest’arte.
Ci pensa l’americano Edward Tufte, un altro statistico, ma anche scultore. Sarà lui a tradurre in un libro (The Visual Display of Quantitative Information) il risultato della sua ricerca, partita da lezioni di statistica, analisi e rappresentazione dati, che tiene all’università di Princeton.

Le infografiche sono ormai pervasive, arrivano dovunque. Anche nella musica, eccole popolare il video di Remind me, un pezzo dei Röyksopp, gruppo norvegese di musica elettronica.


Le infografiche non potevano mancare su Inchiostro Virtuale. Esempio: nel post Glifosato: facciamo il punto della situazione!, una bellissima infografica sintetizza la classificazione delle sostanze cancerogene secondo l’istituto francese IARC (INTERNATIONAL AGENCY FOR RESEARCH ON CANCER).


Gli strumenti per la generazione di infografiche

Il passo successivo è la banalizzazione del lavoro di produzione delle infografiche.
Negli anni 2000 strumenti come Excel e Libre Office consentono di realizzare diagrammi di ogni tipo e complessità in pochi secondi. Quello che manca sono a questo punto due cose:

  • avere qualcosa da comunicare (non è banale, basta ripensare a tante presentazioni Power Point sorbite al lavoro);
  • strutturare correttamente il disegno degli oggetti grafici, in modo da comunicare con la maggior efficacia possibile.

Per il primo punto non c’è tool che tenga, ma per il secondo sono spuntati sul web innumerevoli siti che propongono template facilmente adattabili alle proprie esigenze.

Qualche suggerimento

Come sempre, il web offre sia siti free (o meglio freemium) che siti premium.
Lo scorso settembre Forbes ha riassunto in un interessante articolo lo stato dei migliori 10 siti per la produzione di infografiche.
Rimando all’articolo per i dettagli, aggiungo solo un undicesimo sito, Adioma.com, quello su cui ho trovato l’infografica delle 9 intelligenze citata in apertura.

Quale sito scegliere è funzione delle proprie esigenze. Se lo scopo è personale, divulgativo e comunque non commerciale, non conviene imbarcarsi in un servizio a pagamento (premium), ma è preferibile rivolgersi a un piano gratuito (free) di un prodotto freemium. Così facendo si può cominciare a produrre infografiche, lasciandosi aperta la possibilità di passare successivamente a un servizio più completo a pagamento, senza buttare via nulla dei lavori realizzati.


Il sito che preferisco è Canva.com.
Iscriversi è semplice, basta creare un account (indirizzo email + password), oppure utilizzare il proprio account Facebook o Google.

Il catalogo del piano gratuito di Canva – accessibile solo da loggati – non consente di comporre magie, ma è un ottimo punto di partenza per semplici infografiche, oltre che per preparare gradevoli copertine per libri, dischi, ma anche calendari personalizzabili con proprie foto, semplici formati pubblicitari nonché presentazioni Power Point. Provare per credere.

Mi chiamo Pasquale Petrosino, radici campane, da un paio d’anni sulle rive del lago di Lecco, dopo moltissimi anni vissuti a Ivrea.
Ho attraversato 40 anni di tecnologia informatica, da quando progettavo hardware maneggiando i primi microprocessori, la memoria si misurava in kByte, e Ethernet era una novità fresca fresca, fino alla comparsa ed esplosione di Internet.
Tre passioni: la Tecnologia, la Matematica per diletto e le mie tre donne: la piccola Luna, Orsella e Valentina.
Potete contattarmi scrivendo a: p.petrosino@inchiostrovirtuale.it

Ti è piaciuto? Condividilo!