Fisioterapia, questa sconosciuta: la parola al fisioterapista

Il 22 Dicembre 2017 il ddl Lorenzin ha istituito Albi e Ordini delle professioni sanitarie.
Fra queste c’è la Fisioterapia.

La Fisioterapia, fino a pochi anni fa, era sinonimo di terapie fisiche come ultrasuoni, laser, magnetoterapia, somministrate in ambito ospedaliero o ambulatoriale per rimediare a sintomi dolorosi. Questo fino a quando la titolarità della professione non è stata ricondotta al conseguimento di una laurea triennale e all’introduzione della figura del fisioterapista.

Ma chi è il fisioterapista?

Il fisioterapista è un professionista laureato che può trattare in autonomia disturbi del movimento, di origine neurologica così come muscolo-scheletrica. Grazie al suo percorso formativo, il fisioterapista è in possesso delle basilari conoscenze riguardanti il corpo umano e può praticare la riabilitazione in campo sanitario, sapendo consultare le principali banche dati di letteratura scientifica, di conseguenza individuare di volta in volta il percorso di cura più consono. In Italia secondo le stime dell’AIFI sono presenti circa 50.000 fisioterapisti, contro una presenza almeno doppia di abusivi.

L’abusivismo in fisioterapia è dovuto alla malafede di chi pratica senza averne il titolo e anche alla scarsa informazione del grande pubblico circa il tipo di professionista a cui è meglio rivolgersi in caso di bisogno. Pratiche non validate dalla comunità scientifica internazionale, svolte da naturopati, o shiatsu-terapisti, o “operatori olistici” privi delle competenze necessarie, non sono legittimate alla presa in carico del paziente. Grazie all’istituzione dell’albo solo chi è in possesso di un titolo di Laurea in Fisioterapia (o equivalenti) è abilitato alla professione.

Quando ricorrere alla fisioterapia?

Entrando nello specifico, ecco qualche esempio di quando è il caso di rivolgersi direttamente ad un fisioterapista presente nel territorio.

Dolori muscolo-articolari

Si notano dolori persistenti da circa una settimana, durante le attività della vita quotidiana che possono pregiudicare la qualità della stessa.

  • Dolori al collo che peggiorano portando a mal di testa periodici.
  • Dolori alla schiena mentre si guida oppure mentre si cammina.
  • Infine dolori articolari, in seguito ad attività lavorative usuranti svolte per molti anni, che pregiudicano lo spostamento a piedi per lunghi tratti.

Infortuni

In seguito a traumi occorsi durante le attività sportive così come al lavoro, che anche dopo trattamenti medici non dimostrino una remittenza dei sintomi. È il caso di fratture ossee con conseguente calo del trofismo muscolare, lesioni legamentose o muscolari, lesioni del sistema nervoso periferico.

Nei casi suddetti si ricorre alle terapie manuali mirate, con le quali si possono dare input decisivi al sistema nervoso centrale per modificare la percezione del proprio dolore. Può inoltre essere proposto un programma riabilitativo, da svolgersi a casa dal paziente in autonomia con successiva rivalutazione da parte del fisioterapista.

Malattie neurologiche

Complicanze secondarie di patologie neurodegenerative come Parkinson, SLA, Sclerosi Multipla; esiti stabilizzati di Ictus.

In questo caso, solitamente, il paziente ha già affrontato un percorso clinico di valutazione per l’inquadramento preciso della patologia e conseguente riabilitazione presso strutture dedicate.
Queste situazioni necessitano di un controllo periodico nel tempo da parte di un fisioterapista, con l’obiettivo di attuare un rallentamento del declino motorio del paziente o, quando possibile, un mantenimento delle abilità residue.

Cosa aspettarsi da una seduta di fisioterapia?

Non ci si deve a questo punto sorprendere, se il fisioterapista impiega molto tempo nello svolgere un’indagine approfondita della storia clinica del paziente! Valutare con test specifici la sua condizione attuale, invece di iniziare il trattamento immediatamente con “massaggi” o “manipolazioni”, è indice di attenzione e di ragionamento clinico in atto per personalizzare il progetto riabilitativo. Alle volte per ottimizzare i tempi verranno offerte terapie strumentali (laser, ultrasuoni, magnetoterapia) dalla scarsa evidenza scientifica e con le quali, purtroppo, viene meno quasi del tutto il rapporto fisioterapista-paziente.

Il tempo dedicato dal fisioterapista a comprendere la situazione è prezioso ed utile.

Specialmente nella società contemporanea, alle volte, semplicemente dialogando con il paziente, emergono situazioni in cui non ci sono veri e propri danni o lesioni all’organismo ma un disordine generale dello stile di vita, e in questo caso il fisioterapista può proporre un counseling dedicato e suggerire esercizi per promuovere un miglioramento della stato di salute percepito dal soggetto, così come rimandare ad altre figure più indicate, che lavorano sempre nel campo della riabilitazione e prevenzione, ad esempio dietisti o psicologi.

Alcune raccomandazioni per il paziente che deve affrontare la prima seduta
  • Non è sempre necessario produrre documentazione radiografica o di altro tipo, dato che molto spesso questa porta a dei falsi positivi.
  • È opportuno chiedere al terapista, dopo che questi abbia eseguito una valutazione del caso, quali costi e quali benefici seguiranno al trattamento indicato.
  • È opportuno chiedere se le terapie consigliate abbiano evidenza scientifica a supporto, o quale sia l’obiettivo del percorso riabilitativo.

Con questa introduzione al mondo della fisioterapia ho voluto presentarvi quella che è la mia visione della professione, in quanto fisioterapista laureato dal 2010, avendo praticato sia in ambito privato che pubblico. Non vi resta quindi che rilassarvi e…

Fisioterapia - vignetta

“Ed ora, Mr. Henshaw, vediamo se riusciamo a migliorare la tensione del tuo collo”.


Articolo a cura di Maurizio Callegarin, fisioterapista. Cliccate qui per visitare il suo profilo professionale.

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