Fiabe e arte: e vissero felici e contenti (forse)

E vissero, per sempre, felici e contenti…

Tutte le fiabe si concludono così e questa è, forse, la frase che più ricordiamo assieme a “C’era una volta”. Eppure, viene sempre da chiedersi:

E dopo, che succede? Vissero davvero felici e contenti oppure è andata diversamente?

Beh, a questa domanda, almeno in parte ha risposto Massimo Fontanini: un artista che ha deciso di mostrarci cosa accade dopo la celebre frase con cui ogni fiaba finisce. Dunque, vediamo insieme la personale interpretazione dell’artista sul “felici e contenti” di alcune delle più celebri fiabe.


Cappuccetto Rosso

Tutti conosciamo le vicende della bambina un po’ disubbidiente soprannominata Cappuccetto rosso. È tra le fiabe più famose. La bambina viene salvata dal cacciatore e fa ritorno a casa sana e salva. E poi?

Fontanini ce la mostra ormai adulta, vestita ancora una volta di rosso e intenta a fissare il bosco dove si sono svolte le sue vicende.

Seppure di spalle, non ci appare più come la bambina curiosa che la fiaba racconta, ma come una donna immersa nei ricordi dai quali, forse, non riesce a staccarsi.

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Ariel

Una delle fiabe per eccellenza è quella della sirenetta Ariel. Andersen non le ha regalato l’amore del suo principe (a questo c’ha pensato Walt Disney), tramutandola in una creatura dell’aria.

Fontanini ce la mostra, invece, in forma umana.

I piedi sfiorano quasi timorosi l’acqua, come se fosse indecisa. Forse non le è più concesso immergersi, forse l’acqua non è più il suo elemento e perciò fatica ad entrarvi.

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Ariel appare diversa da quella a qui siamo abituati, certamente, non meno bella però.


Ad Ariel e alle altre sirene ho dedicato un articolo. Lo trovate qui.


Biancaneve

La principessa Biancaneve, minacciata dalla perfida matrigna, viene risparmiata dal cacciatore ed infine accolta dai sette nani. Così la conosciamo questa fiaba.

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In questo quadro la vediamo di spalle, come le altre due protagoniste appena viste.

Un mantello rosso, munito di cappuccio, cela allo spettatore la sua figura per intero. Da cosa ci rendiamo conto che è effettivamente Biancaneve? Beh, la mela! La mela è il simbolo di Biancaneve che, dopo averla mangiata muore, dato che era avvelenata. Solo il bacio del principe la salva, almeno nella versione più nota (nella fiaba dei Grimm, del principe nemmeno l’ombra!).

In questo quadro c’è solo Biancaneve e quasi ci aspettiamo di vederla voltarsi verso di noi, mostrandoci il viso. L’atmosfera, però, non ci ricorda quella delle fiabe, anzi è vagamente sinistra, come se la principessa fosse ben lontana dalla ragazza dolce e buona che ricordiamo.


La bella addormentata nel bosco

Tra tutte le fiabe, quella di Aurora (o Rosaspina che vogliate) è la più riproposta in varie versioni. Cade vittima di un maleficio da parte di Malefica e sarà Filippo a salvarla col bacio del vero amore (ancora una volta ringraziamo il caro vecchio Walt per questo).

In questo quadro, però, siamo ben lontani dal vissero e felici contenti.

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Aurora è sdraiata per terra, forse nuovamente addormentata.

Il corpo nudo, nella sua magrezza, ci appare quasi tormentato e spicca nel suo pallore in contrasto col rosso di quella che ci appare come una sorta di foresta. Il quadro lascia un po’ di amarezza, quasi di tristezza. Ci chiediamo cosa possa essere mai accaduto alla principessa e dove sia il suo principe.


Che dire, forse non è proprio questo il finale che abbiamo immaginato dopo la parola “fine” ma, di certo, questi quadri ci danno una visione più adulta e decisamente poco fiabesca delle fiabe stesse. Più reali che mai, insomma.

In fondo, gli stessi fratelli Grimm, alla fine delle loro fiabe erano soliti dire:

Non vissero felici e contenti. Semplicemente vissero.


Ovviamente, le mie sono considerazioni personali.
Date un’occhiata a tutti i quadri di Fontanini e traete le vostre.


Alla prossima!

Serena Aiello

Studentessa a tempo pieno, lettrice vorace e scrittrice per diletto. Raramente mi interesso ad un solo argomento, mi piace scoprire nuove cose e mi piace confrontare le mie idee con quelle degli altri, cosa che spero accadrà con i miei articoli.
Potete contattarmi scrivendo a s.aiello@inchiostrovirtuale.it

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