Avengers – Infinity War: recensione a strati

Per l’ultima e costosissima fatica targata Marvel Studios, riproponiamo una recensione a strati dell’ultimo film sugli Avengers, fruibile sia per chi non ha ancora visto il film sia per chi è già corso al cinema.

Sono passati dieci anni da quando i Marvel Studios, all’epoca non ancora acquisiti dalla Disney, davano vita con il primo film su Iron Man ad uno dei progetti più ambiziosi nella storia del cinema: creare un universo narrativo condiviso da tutti i suoi personaggi a fumetti (o meglio: da tutti quelli di cui deteneva ancora i diritti cinematografici), ognuno con un proprio film e talvolta protagonisti della stessa pellicola. Oggi il successo di questa iniziativa, in grado di rendere vere e proprie icone pop anche gli eroi meno celebri, è sotto gli occhi di tutti e proprio in questi giorni è nelle sale quello che probabilmente rappresenta l’apice del Marvel Cinematic Universe: Avengers – Infinity War.

Quest’ultimo rappresenta la prima parte della conclusione del ciclo di storie finora narrato, che terminerà solo fra un anno con il suo sequel, di cui ancora non sappiamo molto, a partire dal titolo (ancora segreto per non svelare parte della trama di Infinity War), ma di cui parleremo a fine articolo. Come già fatto in occasione dell’ultimo film di Spider-Man, dunque, faremo una recensione divisa in due parti: la prima priva di qualunque tipo di spoiler, mentre la seconda affronterà anche temi che riguardano lo sviluppo della trama e le ipotesi per il prosieguo della storia raccontata in Infinity War.


Primo strato: la recensione senza spoiler

La premessa è la seguente: Thanos, uno degli esseri più potenti dell’Universo, è alla ricerca delle sei Gemme dell’Infinito (alcune delle quali già viste nei film precedenti), pietre dagli enormi poteri che, se riunite, permettono al possessore di spazzare via metà dell’universo letteralmente con uno schiocco di dita. Un paio sono in possesso di alcuni eroi: la gemma della mente è in possesso di visione mentre quella del tempo è custodita dal Doctor Strange, mentre le altre sono sparse per le galassie. Toccherà allora agli Avengers, ai Guardiani della Galassia e ad altri eroi “non affiliati” fermare la caccia al tesoro del terrificante Thanos che lo porterebbe a completare il Guanto dell’Infinito, artefatto che gli permette di controllare il potere delle gemme.

I personaggi di Avengers – Infinity War

Come si sarà intuito, la mole di personaggi coinvolta nella pellicola è davvero mastodontica, elemento che aveva suscitato non poche perplessità riguardo alla capacità di coinvolgere degnamente tutti i chiamati in causa, nonché di evitare un’accozzaglia caciarona e piatta di uomini mascherati che passano la pellicola a menare le mani in maniera spettacolare. Alla prova dei fatti però il rischio maggiormente temuto è stato egregiamente evitato: ognuno ha un compito importante e necessario per fermare Thanos ed il minutaggio sullo schermo non scontenterà nessuno.

I contro

Proprio per questo motivo, però, il film non può concedersi tempi morti ed entra subito in medias res, senza perdersi in lunghe presentazioni e spiegazioni. Ed è forse a tal proposito che sorge una delle problematiche di Avengers – Infinity War. Gli autori contano molto sulla riconoscibilità ormai acquisita dai propri eroi, eppure ciò non sembra sufficiente per rendere il film totalmente fruibile anche per il pubblico non fidelizzato. Per carità, anche lo spettatore meno a suo agio col MCU apprezzerà i numerosi pregi della pellicola, eppure per comprendere appieno il contesto di Infinity War è consigliato avere una buona conoscenza di gran parte dei film precedenti (cosa che non era strettamente necessaria per i suoi predecessori). D’altronde il format ideato dalla Marvel ha nella serialità uno dei suoi tratti distintivi e probabilmente uno dei suoi punti di forza, che in questo caso però non aiuta i neofiti.

I pro

D’altra parte l’abbondanza di personaggi permette al film di avere dei ritmi molto alti per tutta la sua durata (2 ore e 29 minuti) e nonostante questo ha il grande merito di alternare momenti di azione a momenti sia di riflessione (più di quanti potessimo aspettarci inizialmente) che di divertimento, questi ultimi finalmente non abusati come in alcune pellicole recenti della Marvel come Thor – Ragnarok. In questo i registi – i fratelli Anthony e Joe Russo – sono stati abilissimi, in particolare sfruttando le peculiarità del parco eroi a loro disposizione per alternare toni diversi, facendo interagire Avengers e Guardiani in maniera coerente rispetto a come sono stati rappresentati nei film precedenti.

Qui emerge il decennale lavoro di caratterizzazione dei personaggi, nessuno dei quali uguale ad un altro e perciò per nulla ridondante. In alcuni casi addirittura alcuni di loro sono stati valorizzati da Infinity War più di quanto non fosse accaduto negli anni passati; uno su tutti è proprio Thor, che finalmente sveste i panni della macchietta comica che ultimamente gli avevano cucito addosso per acquistare finalmente quel poco dell’epicità che ha sempre contraddistinto il Dio del Tuono.

Gli antagonisti di Avengers – Infinity War

A dire la verità, però, c’è qualcuno che ha rubato la scena più di chiunque altro e questi è senza dubbio Thanos. Gli antagonisti dei film Marvel sono stati spesso criticati – a ragione – a causa della loro scarsa profondità e dello scarsissimo apporto dato alle rispettive pellicole. Thanos invece è senza dubbio il valore aggiunto di Avengers – Infinity War e deve esserne ritenuto il vero protagonista. I Russo hanno indagato sul suo passato, hanno reso comprensibili e quasi condivisibili le motivazioni che lo spingono a voler distruggere mezzo universo (ne parleremo meglio nella sezione spoiler). Soprattutto ha capacità di generare panico con la sua sola presenza sullo schermo, perché si è consapevoli di essere di fronte a qualcuno di praticamente inarrestabile; una sensazione quasi inedita nei cinecomics recenti.

Effetti speciali e colonna sonora

Gli effetti speciali sono di pregevole fattura, con una computer grafica che non ha avuto alcun cedimento per tutte le due ore e mezza di proiezione. L’investimento di circa 300 milioni per il budget di produzione (secondo film più costoso di sempre dopo Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare), d’altronde, è servito anche a quello, oltre che a garantire l’ingaggio del fedelissimo cast, molto più in forma rispetto ad alcune prove più incolori degli ultimi anni.

La colonna sonora è stata nuovamente curata da Alan Silvestri che, oltre a riproporre il motivo ormai tipico della saga degli Avengers, ha realizzato qualche nuova traccia che, seppur non indimenticabile o particolarmente riuscita, si è rivelata almeno funzionale alle scene nelle quali è stata eseguita.

Considerazioni finali di questa prima parte

Avengers – Infinity War si rivela la degna celebrazione del decennale del MCU, riuscendo a condensare anni di trame e personaggi nelle sue due ore e mezza di proiezione, senza risultare confusionario o affrettato (salvo forse un paio di circostanze), almeno per chi abbia una buona conoscenza dei film Marvel. Il prodotto finale non solo si rivela spettacolare e divertente quanto era lecito aspettarsi, ma riesce ad essere profondo e sfaccettato per tematiche toccate, dai rapporti fra i diversi personaggi sino alle motivazioni di Thanos. Motivazioni di cui potrete sapere di più saltando l’immagine seguente, che segna il confine fra la zona senza spoiler da quella con spoiler.

Avengers - Spoiler alert

Secondo strato: la recensione con gli spoiler

Perché se nei fumetti, Thanos, è mosso principalmente dall’amore per la personificazione della Morte, circostanza difficile da trasportare sul grande schermo senza risultare poco credibile, in Infinity War desidera dimezzare la popolazione dell’Universo a causa del sovrappopolamento che affligge i pianeti, destinati a collassare per la mancanza di risorse proprio come accaduto al suo; la scelta di Thanos è dunque molto meno semplice e più personale di quanto inizialmente si possa immaginare.

In particolare, è stato tirato in ballo un tema, quello della sovrappopolazione, più attuale di quanto non sembri e che ultimamente era stato degnamente affrontato anche da Dan Brown nel libro Inferno (mentre sulla sua trasposizione cinematografica, che stravolge completamente il bellissimo finale della storia, meglio stendere un velo pietoso). Inoltre per compiere la sua missione Thanos si mostra molto più umano di quanto possa apparire, in particolare quando è costretto a sacrificare sua figlia Gamora per ottenere la Gemma dell’Anima. Rapporto con la figlia che viene ulteriormente approfondito rispetto a quanto già sapevamo dai film sui Guardiani della Galassia.

Il finale del film

In ultimo non può che parlarsi del finale, che sicuramente ha lasciato di sasso gran parte del pubblico. Perché se, alla luce del sequel del film, era lecito aspettarsi un finale nel quale Thanos avesse almeno in parte la meglio, più difficile era pronosticare il fatto che Thanos avesse composto tutto il Guanto per poi riuscire finalmente a dimezzare la popolazione dell’Universo con il suo schiocco di dita, decimando anche gli Avengers, di cui rimangono in vita praticamente i membri originali apparsi nel primo film; un finale brutale per la rapidità con cui avviene. Parliamoci chiaro: la programmazione dei futuri film Marvel prevede i sequel di Doctor Strange, Black Panther e Spider-Man, tutti personaggi evaporati alla fine di Infinity War, perciò resta difficile immaginare che nel prossimo film questi non torneranno in vita.

Piuttosto bisognerà capire cosa accadrà, se Thanos si redimerà (come accaduto talvolta nei fumetti) o se gli Avengers riusciranno ad inventarsi qualcosa, se magari si realizzerà l’unico futuro visto dal Doctor Strange – a noi sconosciuto – nel quale loro hanno la meglio sul titano (e in tal senso, la cessione della Gemma del Tempo sembra in qualche modo funzionale a ciò). Soprattutto sarà interessante vedere quale sarà l’uscita di scena di molti attori della “prima generazione” (praticamente i sopravvissuti) che quasi sicuramente saluteranno il MCU dopo il sequel di Infinity War, se saranno felicemente pensionati o eroicamente immolati.

Su questo, però, abbiamo ancora un annetto di tempo per riflettere.

Laureato in Giurisprudenza ed iscritto all’ordine dei pubblicisti. Per deformazione professionale seguo qualunque fatto d’attualità. Non sono malato di sport, mi limito a scandire i periodi dell’anno in base agli eventi sportivi. Ogni tanto provo a fare il nerd, con risultati alterni.
Potete contattarmi scrivendo una mail: l.picardi@inchiostrovirtuale.it

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1 thought on “Avengers – Infinity War: recensione a strati”

  1. Bella l’idea di fare la recensione a strati! ;–)

    E siamo d’accordo con te, degnissima conclusione del primo decennio di MCU questo Infinity War.

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