Atypical: Netflix colpisce ancora!

Atypical è il perfetto esempio di una serie che si definisce dramedy. Una commedia drammatica targata Netflix, un racconto delicato e vivido, con un equilibrio perfetto tra l’atmosfera dolce e spesso comica e l’intensità dei momenti drammatici.

La storia può sembrare semplice: Sam Gardner ha quasi diciotto anni, vive in una classica famiglia americana del ceto medio, ha una sorella che lo adora, una madre iperprotettiva e un padre con cui fa fatica a legare. Lo show racconta le dinamiche familiari e personali dei protagonisti, approfondendo con cura la psicologia di ogni personaggio. Si tratta di una serie corale, ma è Sam il centro indiscusso di questo micro mondo.

Sam (Keir Gilchrist) si divide tra il lavoro in un negozio di elettronica e lo studio, non ha amici, ad eccezione di un bizzarro collega di nome Zahid, sempre pronto a dargli consigli (non sempre utili). Non ha mai avuto una ragazza e non è di certo un tipo popolare a scuola. Lo so, sembra essere il prototipo del solito studente sfigato… Insomma, per intenderci, quello che nei film americani non va mai al ballo scolastico. Ma vi assicuro che il suo personaggio riuscirà a sorprendervi.

È vicino ai diciotto anni ed è convinto che sia arrivato il momento di avere una relazione sentimentale. Come ogni ragazzo della sua età è desideroso di conoscere nuove persone, di fare amicizia e di sperimentare la propria sessualità. Così con tenacia, e non senza sforzi, decide di intraprendere un percorso di cambiamento, e trascina inevitabilmente tutte le persone che lo amano nel suo cammino di transizione, nella sua lunga e faticosa salita verso l’autonomia emotiva.

Fin qui tutto nella norma, o quasi.

Ma cosa c’è di Atypical in questa storia?

Sam non è un adolescente come gli altri o, almeno, non del tutto. È nello spettro autistico. Per l’esattezza, il suo è un autismo ad alto funzionamento. Adora l’Antartide, sa tutto sui pinguini, è ordinato in modo maniacale, schietto, abitudinario, molto intelligente, ma con grandi difficoltà a relazionarsi con gli altri. Sam non riesce a interpretare i messaggi non verbali e le emozioni altrui, spesso risulta inconsapevole dei sentimenti degli altri nei suo confronti, il che rende il suo percorso di crescita decisamente più tortuoso di quello dei suoi coetanei.

Ma nonostante questo è deciso a cambiare la sua vita, a cambiare se stesso e le sue abitudini, a trovare l’amore e ad accogliere ogni giorno nuove sfide. Saranno queste sfide a farci sorridere, a causa dell’atteggiamento involontariamente buffo di Sam nei confronti del sesso opposto, della sua tenera inadeguatezza, che finirà anche per farci commuovere. Non mancheranno i momenti particolarmente difficili, in cui è chiaro l’intento degli sceneggiatori di soffermarsi sulla tragicità del disturbo autistico, e che inevitabilmente inducono alla riflessione su un argomento di certo poco dibattuto sullo schermo.


L’autismo è un disturbo pervasivo dello sviluppo, che ne modifica il normale processo. Si parla di spettro autistico in quanto le manifestazioni del disturbo possono essere molto diverse da individuo a individuo, con differenti livelli di gravità. Il protagonista di Atypical ha un autismo ad alto funzionamento, una forma più lieve della sindrome. Per approfondire l’argomento clicca qui.


Atypical racconta con delicatezza la quotidianità della famiglia Gardner, ora totalmente scombussolata dal nuovo atteggiamento di Sam, che non è più disposto a rimanere nella sua comfort zone, vuole di più dalla sua vita ed è disposto a soffrire per averlo.

Sua madre Elsa (Jennifer Jason Leigh) non è semplicemente una madre, è sempre, in ogni ambito e in ogni contesto, una madre di un ragazzo autistico. La sua vita gira interamente attorno a quella del figlio, ai suoi problemi e alle sue difficoltà. Affronterà con perplessità il percorso di cambiamento di Sam, spaventata dalle possibili delusioni che potrebbe dover sopportare.

Doug (Michael Rapaport) è il padre di Sam. Nonostante l’ovvio amore che prova nei confronti del figlio, non riesce a instaurare il rapporto che desidererebbe con lui, anche se, da quando Sam è interessato alle ragazze, sembra aprirsi uno spiraglio tra i due. Doug diventerà infatti un prezioso consigliere, e il rapporto padre-figlio ne gioverà notevolmente.

Casey (Brigette Lundy Paine) è la sorella di Sam. Forte, paziente, sempre pronta a farsi da parte per amore del fratello. Disposta a sacrificarsi e a tollerare le mancanze dei suoi genitori, soprattutto di Elsa, per salvaguardare l’equilibrio familiare. Anche Casey è un’adolescente, molto matura per la sua età; la sua priorità e quella di proteggere il fratello e fargli da spalla in ogni situazione, soprattutto a scuola.

A supportare Sam, non c’è solo la sua famiglia e l’intraprendente collega Zahid; anche la sua terapista Julia ha un ruolo importantissimo. Sembra essere proprio grazie alle sedute con Julia che Sam trova la voglia e il coraggio di cambiare, di trasformarsi pian piano in ciò che vorrebbe diventare, cioè un ragazzo come tutti gli altri, un comune adolescente alla ricerca di se stesso attraverso il rapporto con gli altri, con le ragazze, con la sessualità.

Atypical nel corso di una sola stagione ci mostra non solo la transizione di Sam, che riesce, se pur con risultati altalenanti, a vivere come un classico adolescente con tutto ciò che questo comporta: nuove esperienze, litigi, incomprensioni, primi approcci; ma ci racconta anche il percorso personale degli altri personaggi principali, tutti in continua evoluzione.

Le storie di Sam, Elsa, Doug, Casey e Julia si incontrano e scontrano in un piacevole groviglio narrativo, che non si concentra unicamente sull’autismo di Sam e sul suo articolato percorso verso l’indipendenza. Tutti hanno una loro storia e tutti affrontano dei cambiamenti importanti, non si limitano a essere satelliti rotanti attorno al pianeta Sam, che rimane ovviamente il centro nevralgico della serie.

Ognuno di loro è un po’ atipico a proprio modo, perché in fin dei conti chi non lo è?

Atypical nel corso delle puntate si conferma un prodotto avvincente, in grado di intrattenere affrontando tematiche difficili. Keir Gilchrist si dimostra all’altezza del complesso ruolo di un ragazzo autistico. La sceneggiatura riesce con dolcezza a chiarire il punto di vista unico di Sam Gardner; a raccontarci senza retorica le sue problematiche, il suo modo di vedere e “sentire” il mondo che lo circonda, e i suoi piccoli, irresistibili, progressi quotidiani.

Per Sam anche le cose più semplici, come sorridere a una ragazza o fare compere in un centro commerciale, possono rivelarsi complicate. Atypical riesce a spiegare bene, e senza appesantire la storia, i complessi meccanismi del disturbo dello spettro autistico. Chiaramente rimane un prodotto di intrattenimento, ma è indubbio che possa servire a sensibilizzare gli spettatori su un tema spesso sconosciuto. Impossibile, già dalle prime puntate, non adorare Sam e non empatizzare con i protagonisti.

Non lasciatevi sfuggire la visione di questa serie: insolita, delicata e assolutamente ben costruita.

In più ha una meravigliosa colonna sonora che contribuisce alla perfezione a rendere l’atmosfera di Atypical gradevole e coinvolgente.

Nata nel pieno dei fantastici anni ’80 tra gli argentei ulivi pugliesi. Vedo più film e serie tv che persone! Per questo ho scelto di parlarne su Inchiostro Virtuale. Potete contattarmi inviando una mail a a.morleo@inchiostrovirtuale.it

Ti è piaciuto? Condividilo!

Comments are closed.